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L'irriverente - Con la nuova Costituzione 439 parole all'articolo 70 e almeno sette procedimenti legislativi contro gli attuali due

Referendum con “accozzaglia”…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Referendum con accozzaglia.

Sfortunato davvero quel presidente che si convinca di essere stato messo a capo, per quasi la metà di quelli che guida, di una “accozzaglia”, perché Renzi ha chiamato così gli italiani che voteranno no al referendum e l’enciclopedia Treccani (la bibbia italica delle parole), a pagina 59, dà del termine usato il significato di “turba confusa di persone spregevoli o massa discordante di cose”.

E ancor più da compatire è questo giovane che si è caricato l’Italia da rottamare, se deve farlo con persone certo sperabilmente non “spregevoli”, ma fino a ieri discordi, cioè un governo di ex Pci, ex Dc, ex Psi del Pd, di ex montiani ripudiati da Monti, di ex berlusconiani non più ospitati ad Arcore, almeno al momento, eccetera.

Non solo, ma anche con tanti dei parlamentari che lo sostengono, prima di lui in partiti contrapposti ed ora uniti ma, come pare, soprattutto per arrivare a fine legislatura e al prescritto vitalizio. Una buona ragione che gli fa accettare tutto, anche qualche “accozzaglia” di norme, come per esempio quelle, fondamentali, che disciplinano il modo di approvare le leggi.

La Costituzione vigente, questa bella signora che considerano vecchia ma che non ha neanche consumato fino in fondo il rapporto col popolo italiano, si affida in proposito a nove parole, perché chi la scrisse sapeva bene come a ogni parola possono darsi molti significato e la difesa di ogni interpretazione è causa di scontri.

La nuova Costituzione, invece, all’articolo 70 scrive ben 439 parole e ai due procedimenti legislativi attuali (leggi ordinarie e leggi costituzionali) ne aggiunge altri sette o otto (almeno).

E’ pur vero che i riformatori non si nascondono che tra la Camera e il Senato (il quale ha competenze sue proprie, altre con i deputati e può riesaminare tutte le norme approvate dall’altro ramo) saranno inevitabili i conflitti e hanno incaricato di eliminarli i presidenti. Che sono due e dovranno decidere “d’intesa”. Ma se non si intendono? Ne verrà fuori un’altra accozzaglia?

Renzo Trappolini

30 novembre, 2016

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