__

--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'irriverente

Referendum ma poi strade, treni e poste…

di Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Il primo referendum dell’Italia post fascista, quello su monarchia e repubblica, dicono che venne truccato.

La colpa fu data alla precarietà delle linee telefoniche su cui viaggiavano le comunicazioni dei voti al Viminale, ma c’è chi sostiene che i repubblicani si affrettarono a dichiararsi vincitori per stroncare le paure di quanti, in un paese da sempre monarchico, temevano la catastrofe.

Vinse la repubblica e non ci fu nessuna catastrofe. Anzi, tutto proseguì come prima, con i governi che, al solito, già dal giorno dell’insediamento erano preconizzati alla crisi con allegata richiesta di elezioni anticipate.

Storia vecchia questa della “instabilità” governativa, iniziata addirittura nel Piemonte sabaudo con Cesare Balbo che durò solo 121 giorni, Gioberti due mesi e il nostro quasi conterraneo (viveva a Manziana) Tommaso Tittoni soli 16 giorni.

Poi il gran numero dei governi repubblicani. Eppure, in questa instabilità congenita, il piccolo Piemonte arrivò a diventare Italia e l’Italia passò dalla povertà e dall’isolamento del dopoguerra al posto che da decenni occupa nell’economia e nella politica mondiale.

Allora, animo! Comunque vada il referendum, sopravvivremo pure se, come qualcuno già paventa, dovessero esserci brogli (stavolta i risultati dovranno arrivare da ogni parte del mondo, dove votano gli “italiani all’estero”).

Però, dopo il 4 dicembre, bisognerà recuperare il tempo per riformare seriamente, ad esempio, la sanità pubblica che sembra dover servire ormai solo allo sviluppo di quella privata, la giustizia che resta farraginosa, lenta e povera tanto da diventare talora ingiusta, la gestione di acqua, strade, ferrovie, poste, mirata più all’utile di bilancio che a servizi buoni e per tutti davvero.

Dicono che cambiando la costituzione, tutto il resto cambierà. Vedremo, perché il rischio di trastullarci poi con elezioni anticipate Si o No c’è.

Renzo Trappolini

6 novembre, 2016

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564