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Tribunale - Gare truccate - Tra gli altri dovranno affrontare il processo a primavera gli imprenditori Cristian Comin e Michele Imperiale, e l'ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini

Appalti e rifiuti, in otto a giudizio

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Viterbo – Appalti e rifiuti, raffica di rinvii a giudizio.

Affronteranno il processo in primavera otto dei 14 indagati per un giro di presunte gare truccate per la raccolta differenziata. Ieri, dopo un’udienza di due ore, il giudice del tribunale di Viterbo ha rinviato a giudizio gli imprenditori Cristian Comin, Maurizio Tonnetti , Michele Imperiale e il suo collaboratore Alessandro Ceccarelli; l’ex sindaco di Graffignano Fabrizio Marchini, l’ex assessore all’ambiente di Rignano Flaminio Giovanni Gasparigli e gli impiegati del comune di  Sant’Oreste Franco Diamanti e di quello di Collevecchio Angela Ruggeri.

Dei 14 iniziali due soli archiviati: Enrico Fonti, consulente del comune di Graffignano, e l’imprenditore Piergiovanni Davy. Prosciolti i restanti quattro indagati: il responsabile dell’ufficio tecnico di Corchiano Andrea Bacchiocchi, l’imprenditore Gianni Rossetti, l’ex vicesindaco di Graffignano Giulio Tullio Curti e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune Torquato Nisi, per avvenuto decesso.

Davanti al collegio dei giudici, gli otto rinviati a giudizio devono rispondere dei presunti appalti truccati finiti sotto la lente degli inquirenti tra il 2009 e 2010.

L’indagine, coordinata dai pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci, è stata interamente seguita dal Nipaf della forestale. Gli investigatori individuano in Michele Imperiale e Cristian Comin le figure imprenditoriali di spicco dell’inchiesta. Sarebbe stato Imperiale, 53enne nato a Terni, il più attivo nei tentativi di pilotare le singole gare, immediatamente seguito da Cristian Comin, gestore 40enne della Gesta srl di Treviso. Un nome molto noto in provincia, nell’ambito della raccolta rifiuti.

Nel calderone finirono anche impiegati comunali ed ex amministratori locali. E poi dirigenti e persone che, a vario titolo, hanno seguito le gare per l’affidamento del servizio di raccolta differenziata tra Corchiano, Graffignano, Rignano Flaminio, Collevecchio e Sant’Oreste.

Secondo gli accertamenti dei forestali, la proposta ai comuni di un progetto di raccolta differenziata “chiavi in mano”, con l’abbattimento dei costi di discarica, sarebbe venuta da Imperiale e Comin. Ma l’apparente risparmio per le casse comunali sarebbe stato annullato dai costi del nuovo sistema e dai profitti per le ditte aggiudicatarie. La strategia è la solita: offrire servizi a un ribasso minimo a scapito dei comuni.

Gli atti di indagine parlano di “accordi collusivi e fraudolenti” tra imprenditori “in merito al contegno che le ditte invitate dovevano tenere” sui contenuti delle offerte. E poi, gli elenchi delle aziende partecipanti passati sotto banco a Imperiale da impiegati comunali compiacenti. Bandi stilati quasi a quattro mani con gli imprenditori, secondo gli inquirenti, come nel caso di Rignano Flaminio, dove si parla di una bozza consegnata prima dell’approvazione o di “bando il cui contenuto recepisse le indicazioni fornite da Imperiale” e dal suo collaboratore Alessandro Ceccarelli.

Dopo il rinvio a giudizio di ieri, in primavera affronteranno il processo otto dei 14 indagati iniziali.


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20 dicembre, 2016

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