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Politica - Viterbo - Giulio Marini (FI) chiede di coinvogere la società civile nel percorso verso le comunali per creare una squadra animata dall'entusiasmo nell'affrontare le sfide future

“Arena sindaco? Troppo presto”

Giulio Marini

Giulio Marini

Viterbo – (p.p.) – “Arena sindaco? Troppo presto”. Giulio Marini (FI) trova limitante che il partito faccia il nome di un candidato alle comunali a un anno e mezzo dalle elezioni. Limitante e dannoso per la persona tirata in ballo. Nel caso specifico Giovanni Arena.

Allo scambio di auguri di Forza Italia, il coordinatore Bacocco ha chiesto di “sostenere Giovanni“. Arena è poi intervenuto a correggere il tiro, dicendo che prima è necessario ritrovare l’unità del centrodestra.

Marini è chiaro. “La prima cosa da fare – dice il consigliere forzista – è coinvolgere, nell’azione politica, più soggetti della città per creare un progetto. Che un partito dica che il candidato è Giovanni Arena, mi è sembrato limitante. Limitante e dannoso per lo stesso Arena. Del resto, manca un anno e mezzo alle elezioni e la mossa è un po’ avventata. Giovanni rimarrà per tutta la vita un amico, il problema, e gliel’ho anche detto, è che il suo obiettivo è quello di creare una coalizione.

Prima di tutto, quindi, bisogna costruire un programma, coinvolgendo non solo le realtà partitiche, ma anche quelle della società civile, che nei partiti non ci si riconoscono più, e solo dopo pensare ai nomi.

Da anni, i diversi schieramenti, Pd compreso, hanno dimostrato di essere in difficoltà e quindi per governare una città serve qualcosa in più e non ci si può limitare a scegliere il candidato solo all’interno del partito. Bisogna fare una selezione delle persone che vogliono assumersi la responsabilità, perché, ai giorni nostri, non è più solo un onore amministrare, ma, è soprattutto un onere, visto che le condizioni sono cambiate e ci sono più difficoltà. Serve forza, non solo dei numeri, ma anche nell’affrontare le sfide per proporre progetti che siano credibili”.

Un fattore su tutti. “La nuova compagine deve essere animata dall’entusiasmo per puntare al bene della città. Parlo dell’entusiasmo, non di una persona sola, ma di una squadra perché solo così si può sconvolge in maniera significativa la città e a imprimere un nuovo modello di gestione. 

Non ci può essere un uomo solo al comando, ma un gruppo motivato che abbia la forza di affrontare problemi che oggi sono sempre più complicati. Non basta più un’amministrazione giovane, ma serve gente che sappia fare e che sia messa nelle condizioni di programmare. Qualcuno che abbia il coraggio di traghettare la città fuori dalla crisi con quel quid che scacci via la paura di fronte a sfide che possono sembrare più grandi di noi stessi”.

19 dicembre, 2016

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