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Viterbo - Antonello Ricci chiama “alle armi” gli ultimi indecisi per il corso dell'Unitus che chiude le iscrizioni il 30 dicembre

Narratori di comunità, master ai nastri di partenza

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Antonello Ricci

Antonello Ricci

Viterbo – Narratori di comunità, master ai nastri di partenza.

C’è tempo fino al 30 dicembre per iscriversi al master Unitus di primo livello. Quasi raggiunto il numero di adesioni richiesto per l’attivazione del corso. Antonello Ricci chiama “alle armi” gli ultimi indecisi per vivere un’esperienza sul campo e prospettive di lavoro per una figura professionale inedita, unica in Italia. Varo ufficiale delle lezioni fissato per il 13 gennaio 2017.


Pietro Benedetti (attore e regista); Daniele Camilli (giornalista e comunicatore professionista); Marco D’Aureli (antropologo e direttore dei musei di Cellere e Latera); Davide Ghaleb (editore in quel di Vetralla e fotografo), Alfonso Prota (pianificatore territoriale, illustratore e performer).

Nonché il sottoscritto, Ricci Antonello, giullare e menestrello dal multiforme ingegno.

Questo – com’è noto – il gruppo di fuoco di Banda del racconto che tra poche settimane prenderà per mano il gruppo degli apprendisti “narratori di comunità”, gli iscritti al master universitario omonimo, per iniziarli – con pazienza e perizia tutte artigiane: sì, avete capito bene, proprio quelle di un tempo – ai primi rudimenti dell’arte della narrazione pubblica, della filiera “segreta” delle storie.

E che sia chiaro: per diventare “narratori di comunità” non servirà essere novelli Vittorio Gassman o Ernesto De Martino o Indro Montanelli. Poeti laureati, architetti di tendenza o fotografi di grido. No. Come nelle ricette della cucina popolare – quella delle nostre nonne – basterà invece un “quanto basta”, un pizzico ben dosato per ogni ingrediente: poche semplici conoscenze pratiche, esperienze facili da apprendere e da praticare in proprio.

Imparare ad “ascoltare” il brusio delle storie che affollano i nostri paesaggi. Imparare come si va sul campo a snidare un “focolare” di belle storie.

Come si documenta con efficacia, onestà e rigore scientifico. Ma anche i mille modi in cui una storia può essere trasformata (senza tradirla, anzi…). E poi pubblicamente restituita. Infine, come ci si “inventa” un pubblico: sia esso formato da concittadini “indigeni” sia esso composto da ospiti-turisti.

Al termine del percorso (9 mesi, come per un parto): il conseguimento di un titolo di studio dal valore legale, spendibile sul mercato del lavoro.

La lezione inaugurale del master di I livello è fissata fin da ora per venerdì 13 gennaio 2017 nella prestigiosa cornice del Dibaf (dipartimento agro-forestale) dell’Università degli studi della Tuscia.

Le iscrizioni sono aperte ancora per qualche giorno (si chiudono il 30 dicembre). Ammessa la presenza di uditori.

Che stai aspettando? La Banda del racconto – come lo Zio Sam – vuole te! Sì, proprio te. Corri subito a iscriverti!


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27 dicembre, 2016

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