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Bilanci di fine anno 2016 - 365 giorni di gioie e dolori per Michelini - Il sindaco punta su terme, turismo, Poggino, ma non si sbilancia sul bis in comune

“Il secondo mandato dipende da come va il 2017”

di Giuseppe Ferlicca

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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo - Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo - Il sindaco Leonardo Michelini

Viterbo – Il sindaco Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

Viterbo – Più gioie che dolori, ma è stata dura. Il sindaco di Viterbo Leonardo Michelini traccia una riga fra vecchio e nuovo anno. Bilancio  del 2016 con le gioie dal turismo, il piano di sicurezza sismica nelle scuole, le terme al Paliano, La Pietà a Londra e il Poggino. Ma una maggioranza litigiosa e in perenne affanno fa passare tutto in secondo piano. Ecco perché, prima di decidere un suo secondo mandato, e qui si arriva al 2017, vuole prima vedere quello che riuscirà nel prossimo anno, a concludere.

Sindaco Michelini, il 2016 che si chiude, più gioie o più dolori?
“All’inizio qualche dolore c’è stato, ma poi devo dire che il saldo è più a favore, non voglio dire delle gioie, ma di qualche situazione piuttosto positiva”.

Quali sono state le quasi gioie?
“Intanto stanno prendendo corpo iniziative che forse sarebbero dovute partire prima. La più evidente, siamo in dirittura d’arrivo per i lavori al teatro Unione. Già da marzo. I risultati sul fronte turistico, poi, sono stati molto positivi. Comincia a emergere un lavoro che iniziato da qualche anno, sta dando frutti. Anche il fatto che in città imprenditori tornino a investire, con aperture d’attività economiche, è importante. In centro, ma pure al Poggino. Piccole e medie imprese si uniscono insieme per crescere. Il comune fa la sua parte. Dobbiamo recuperare tutti insieme il tempo perso”.

Di turismo in comune se ne parla tanto. Poi arriva il Christmas Village e la città si fa trovare impreparata all’assalto di visitatori. Non sarà il caso di fare meno teoria e più pratica?
“Un tale afflusso, soprattutto nel fine settimana dell’8 dicembre non era prevedibile, Nessuno era preparato. Indubbiamente siamo corsi ai ripari. Dobbiamo cambiare marcia. Non voglio prendere meriti d’altri, ma avere messo in funzione gli ascensori sta contribuendo a rendere più fruibile il centro storico, non solo per il villaggio natalizio. Anche l’ufficio turistico alla pensilina è stata una buona scelta. Non era predisposta per questo. Una buona idea anche per accogliere mostre, nel punto dove arrivano pullman turistici. Certo, dobbiamo adeguarci ancora”.

In che modo?
“L’offerta è insufficiente, mancano strutture ricettive. Non a caso, sono nati molti b&b. Sopperiscono a questa carenza. Non è facile trovare posti letto. Un dato è positivo, ma ci deve spingere a crescere come qualità e offerta, in attività legate al turismo. L’amministrazione ci mette del suo, ma è il mercato a muovere tutto e se gli imprenditori fanno la loro parte e superano l’azione del pubblico, non può farci che piacere”.

Turismo a Viterbo, uguale termalismo. Non senza difficoltà è stato dato l’ok al progetto al Paliano. Per le ex Terme Inps, invece, un altro anno perso?
“Il Paliano è la dimostrazione che c’è chi crede in uno sviluppo nel settore. Privati che vogliono investire, generando nuovi posti di lavoro. Meno male che ci sono. Loro come altri, penso all’ex Oasi, al Bagnaccio e altri ancora”.

Alle ex Terme Inps, invece, il comune che ha fatto?
“In questo caso la situazione è diversa. La regione sta prendendo tempo per esaminare il piano Piscopo che tra l’altro definisce i quantitativi d’acqua che l’impianto potrà avere. Una volta approvato, si potrà procedere”.

Riuscirà entro il suo mandato a far partire la gara o quello che sarà, e trovare imprenditori interessati al rilancio dell’impianto?
“Penso di farcela, anche se ripeto, la regione ha tardato un po’ nell’esame del piano Piscopo. Si tratta di una presa d’atto. Superato questo scoglio saremo in grado di far partire gli atti per le manifestazioni d’interesse”.

Qualcosa di cui va fiero, tra gli atti emanati dalla sua amministrazione?
“Il piano di sicurezza antisismica destinato agli edifici scolastici. Quattrocentomila euro per 42 edifici. Abbiamo impiegato avanzi di bilancio che avremmo potuto spendere altrove. Le richieste dagli assessorati non mancavano, ma io mi sono battuto e abbiamo fatto prevalere la sicurezza”.

Si parla molto anche di periferie e Poggino. A quando per vedere qualcosa di concreto?
“In questi giorni sulla gazzetta ufficiale sono in pubblicazione i finanziamenti per 105 progetti presentati, sono oltre due miliardi di euro in Finanziaria. Ci auguriamo di essere fra i primi a ottenere i fondi in base al nostro progetto. Siamo al preliminare, manca l’esecutivo, sempre per l’atavica carenza di risorse. Ma ritengo che al massimo in primavera arriveranno segnali positivi. Sono interventi per 17 milioni e 800mila euro. Poggino e recupero delle periferie. Va dato all lavoro svolto all’assessora Sarconi. La zona industriale e produttiva della città, mai in passato ha beneficiato d’aiuti”.

Da una parte i progetti, dall’altra una maggioranza tenuta insieme a stento. Litigiosa e in perenne affanno. Quanto la situazione politica nella coalizione offusca l’azione amministrativa?
“Secondo me alcune situazioni di criticità danno più che altro modo di scrivere. Tanto. Vero, spesso vanno a coprire cose più importanti, che invece dovrebbero arrivare ai cittadini. Ma poi mi guardo intorno. Roma o altrove. Non è che se la passino meglio. Ecco perché come sindaco cerco d’espormi in prima persona, con le idee e i progetti. Spostare l’attenzione sul fare, piuttosto che sulla politica, troppo spesso animata da personalismi”.

Con una coalizione così eterogenea, non dica che non se l’aspettava…
“Quando mi hanno chiesto di candidarmi ho riflettuto molto sul fatto se potevo essere utile a un progetto di cambiamento rispetto al passato. Ho creduto d’esserlo ed eccomi qua. Contano il progetto e la voglia di cambiamento”.

Si candiderà per un secondo mandato?
“C’è tempo. Se qualcuno in maggioranza riterrà che io sia utile per riprendere il comune, ne parleremo, ma l’ultima parola è la mia. C’è da capire se i progetti in campo andranno a buon fine. Poi arriveranno le valutazioni. Io non devo fare il politico, adesso sindaco, poi consigliere regionale, quindi parlamentare. Da qui a fine mandato tirerò le somme di quanto seminato. In base a quello deciderò”.

In attesa che decida, sullo sport ha ricevuto parecchie critiche, a cominciare dagli impianti carenti e malandati. Come si difende?
“Con i numeri. Abbiamo iniziato con lo stadio Rocchi, poi il campo d’atletica, il campo da rugby, la palestra Volta, il rinnovo della convenzione alla piscina comunale. Si tratta d’investimenti per due milioni di euro. Solo un milione e duecentomila euro li metteranno i gestori della struttura natatoria per migliorie a beneficio degli utenti, altri 800mila sono stati investiti dal comune. Ora abbiamo il delegato allo sport, Livio Treta. Credo che anche lui sarà soddisfatto”.

Capitolo Santa Rosa. Veniamo da un trasporto straordinario in occasione del Giubileo, con percorso allungato a via Marconi e c’è chi vorrebbe istituzionalizzarlo. Come la vede?
“Ci aiuta a fare spazio a più persone, con un maggior afflusso, ma è una scelta che spetta ai facchini di santa Rosa. Io c’ero. Li ho visti stremati all’arrivo. La loro è stata una scelta straordinaria, ma estremamente faticosa”.

Sebastiano Del Piombo, la Pietà parte per Londra, dopo lo stop della Sovrintendenza. Soddisfatto?
“È una piccola grande vittoria. Il ministero ci ha autorizzato. Esporla alla National gallery è occasione per farci conoscere, primo passo per arrivare al museo dedicato a Del Piombo, sotto i portici a palazzo dei Priori. Ci sono 600mila euro per il primo stralcio dei lavori e con l’inizio dell’anno siamo pronti per spostare gli uffici nella nuova sede all’ex tribunale a piazza Fontana Grande, per poi partire con l’opera d’adeguamento”.

Giuseppe Ferlicca


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26 dicembre, 2016

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