--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Anche tu redattore - L'appello di Enzo Renato Napoli

“SS Cassia, uno slalom continuo tra le buche”

Condividi la notizia:

Acquapendente - Le buche su SS Cassia

Acquapendente – Le buche su SS Cassia

AcquaUna strada piena di buchependente - Le buche su SS Cassia

Una strada piena di buche

Acquapendente - Le buche su SS Cassia

Acquapendente – Le buche su SS Cassia

Montefiascone – Riceviamo e pubblichiamo la lettera al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al ministro delle Infrastrutture Delrio, al presidente dell’Anas Gianni Vittorio Armani – La via Cassia fu fatta costruire dal Censore Cassio nel II secolo A.C.  e  collegava Roma alla città di Florentia.

Questa gloriosa via consolare conosce e vive da alcuni decenni, i momenti più brutti e tristi della sua lunga storia.

Il declino della strada statale Cassia n. 2,  inizia con l’entrata in vigore del D.lgs  n. 112 del 31 marzo 1998,   che vede il passaggio delle competenze dall’Anas alle Regioni di Lazio e Toscana e successivamente alle Provincie di Viterbo, Firenze e Siena.

Non conoscendo le condizioni  del tratto toscano, il sottoscritto, per esperienza  quotidiana, si limita a denunciare lo stato di abbandono, degrado, e pericolosità del tratto nord laziale che va dai confini della Toscana in Comune di Acquapendente (VT),  alle porte di Roma, tratto  che dovrebbe aggirarsi intorno alle 150-170 Km.

Posso testimoniare che il percorso è uno slalom continuo tra buche, avvallamenti, smottamenti non solo sui tratti extra urbani ma persino nei tratti urbani. Il degrado interessa l’intera provincia di Viterbo ovvero  i  comuni di Acquapendente, Bolsena, Montefiascone, Viterbo, Vetralla, Capranica,  Sutri.

Ormai possiamo paragonare la gloriosa ex S.S. n. 2,  alla  “carrera mexicana”degli anni ’20.

Lo stato di degrado chiama in causa oltre agli Enti preposti, anche la classe politica di questa regione e di questo territorio e in una certa misura anche noi viterbesi che sopportiamo silenti questo stato di cose.

La nostra provincia è ricca di storia, di monumenti di arte, di bellezze paesaggistiche, vigneti, uliveti, ma la viabilità, in primis la via Cassia, danno di noi, della nostra terra, del nostro territorio, una immagine di abbandono e degrado che fa rimpiangere ai malcapitati turisti di essere venuti da queste parti.

Gentile presidente Renzi,  il richiamato D.lgs 112/98, rappresenta uno dei più fulgidi fallimenti di quello che  avrebbe dovuto rappresentare il decentramento regionale e territoriale.

Il fallimento è stato totale e per certi aspetti penoso poiché ha dimostrato l’inettitudine di una classe politica nazionale, regionale e territoriale incapace di governare e gestire i territori ad essa affidati. I padri fondatori della Costituzione prima o poi ritorneranno in vita per riempirci di botte e bastonate.

Signor presidente Renzi,  la Via Cassia deve ritornare ad essere la strada statale n.2 e restituita alla competenza dello Stato e per esso alla nuova Anas che non  deve essere confusa con i vecchi faccendieri di un tempo.

Se nel passato, l’Anas si era smarrita nella mala “gestio” e nella corruzione, oggi l’Anas guidata dal presidente Gianni Vittorio Armani chiamato e voluto dal ministro Graziano Del Rio, dispone di una classe dirigente e manageriale di altissimo profilo morale e professionale, per cui, accolga il mio appello al più presto, vari con urgenza una legge  ad hoc,  e dia all’Anas la possibilità di iniziare al più presto, tutti i lavori di straordinaria manutenzione per riportare la nostra arteria ai fasti di un tempo.

Ringrazia per l’attenzione e resta in attesa di un cortese cenno di riscontro.

Enzo Renato Napoli 


Anche tu redattore – le segnalazioni dei lettori

Chiediamo a tutti i lettori di segnalare ogni situazione interessante giornalisticamente.

Un ingorgo nel traffico, una festa, una sagra, un incidente, un incendio o qualsiasi situazione che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia. Basta azionare il telefonino, fotografare e scrivere due righe con nome e cognome inviandole alla redazione, specificando se si vuole essere citati nell’articolo e/o come autori delle foto, e far riferimento all’iniziativa “Anche tu redattore”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.

Puoi inviare foto, video e segnalazioni a redazione@tusciaweb.it.

Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.

Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata.


Condividi la notizia:
14 dicembre, 2016

    • Altri articoli

    • Articoli recenti

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR