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Tribunale - Tredici persone già giudicate dal gip, altre quattro alla sbarra di fronte al collegio

Tsunami della droga, indagini e sentenze in tempi record

di Francesca Buzzi

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Il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma

Il procuratore capo di Viterbo Paolo Auriemma

Paola Conti

Paola Conti

Viterbo – Tsunami di nome e di fatto.

L’operazione dei carabinieri di Ronciglione, che scoperchiò una vasta rete di spaccio con il blitz del 2 novembre 2015, è piombata nelle aule del tribunale di Viterbo con la velocità di un maremoto.

Il risultato è che in poco più di un anno tredici persone, delle 21 arrestate, sono già state condannate.

Undici di loro hanno scelto il patteggiamento, due il rito abbreviato, mentre altri quattro sono alla sbarra con il processo ordinario in formazione collegiale.

Un esito che, confrontato con le tante inchieste che arrivano spesso a sfiorare i termini della prescrizione o addirittura li superano, è a dir poco soddisfacente per il pm titolare del fascicolo Paola Conti e il procuratore capo Paolo Auriemma.

Le carte dell’operazione Tsunami non hanno fatto neanche in tempo ad arrivare nel palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino che tredici persone erano già di fronte al gip Savina Poli.
Venerdì scorso sono arrivate le prime condanne: undici patteggiamenti e due riti abbreviati. Tutti, quindi, hanno beneficiato dello sconto di un terzo della pena.

Le indagini, durate alcuni mesi, ma culminate tra la fine di ottobre 2015 e il 2 novembre dello stesso anno, si sono servite sia di intercettazioni telefoniche e ambientali che di perquisizioni e appostamenti. In pratica i militari tenevano sotto controllo le conversazioni tra i presunti spacciatori e intervenivano quando percepivano che ci sarebbe stato uno scambio di stupefacente.

Lo spaccio, organizzato da una rete ben oliata di conoscenti, alcuni dei quali anche imparentati tra loro, era rivolto a un pubblico giovanissimo.

Spesso la droga veniva venduta fuori alle scuole, anche a minorenni. Un aggravante pesantissimo per via del quale i quattro imputati che hanno scelto il rito ordinario sono alla sbarra di fronte al collegio dei giudici e non al monocratico. La prossima udienza, in calendario per il 23 maggio, si entrerà nel vivo con le testimonianze di alcuni dei carabinieri che parteciparono alle indagini.

Francesca Buzzi


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12 dicembre, 2016

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