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Acquapendente - Parte il processo agli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e ai dipendenti pubblici Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo

Appalti truccati, “Vox Populi” in tribunale

di Raffaele Strocchia

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi - Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – Un commissario capo in forza al comando provinciale di Viterbo con un assistente capo della stazione locale di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – A ottobre l’arresto, ora il processo.

Fabrizio Galli e Marco Bonamici, Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo compariranno questa mattina davanti al tribunale di Viterbo. I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma, che lo scorso novembre hanno chiesto e ottenuto il giudizio immediato, contestano ai due imprenditori e ai due funzionari comunali la turbativa d’asta e la rivelazione di segreti d’ufficio. Presunti reati consumati ad Acquapendente tra il 2012 e il 2015, e contestati a vario titolo.

L’accusa è di aver truccato una serie di appalti nel comune dell’alta Tuscia. “Un collaudato sistema criminale, spregiudicato e messo in atto senza alcun tipo di timore o remora”, lo ha definito il gip Stefano Pepe che il 17 ottobre scorso ha mandato ai domiciliari Galli, Bonamici, Friggi, Palumbo e il funzionario della regione Lazio Giorgio Maggi (del cui reato di corruzione è competente per territorialità il tribunale di Roma).

I cinque sono stati svegliati all’alba dagli agenti del Nipaf della Forestale, che hanno condotto l’operazione Vox Populi attraverso centinaia di intercettazioni telefoniche e ambientali. I forestali si sono poi recati negli uffici del comune di Acquapendente per acquisire una serie di documenti, tra agende e cartelle. Ma le indagini sono proseguite: gli investigatori avrebbero cercato ulteriori informazioni attraverso sequestri e perquisizioni, e avrebbero condotto anche indagini bancarie e finanziarie. Nel registro degli indagati sono finite anche altre persone. Tutte a piede libero, come l’ex sindaco di Acquapendente Alberto Bambini.

A far finire nei guai gli imprenditori e i funzionari pubblici, le denunce dell’imprenditore Mauro Gioacchini e del presidente di un comitato cittadino di Acquapendente. Secondo gli investigatori, al centro dell’illecito sistema ci sarebbe stato Galli. L’imprenditore edile, con l’appoggio dei funzionari Friggi, Palumbo e Maggi, avrebbe gestito in prima persona la maggior parte degli appalti ad Acquapendente, sia emanati dal comune che dalla regione.

Braccio destro di Galli, l’imprenditore Bonamici: anche lui sarebbe più volte riuscito a indirizzare l’esito delle gare. Per il gip, Galli e Bonamici sarebbero stati imprenditori piglia tutto. E nessuno che sembrasse intenzionato a contrastare le loro ambizioni: né alcune delle altre aziende, in teoria concorrenti, né tantomeno i tre funzionari arrestati.

Per il giudice, Friggi, Palumbo e Maggi sarebbero stati sempre disponibili a offrire il proprio aiuto. All’affidamento dei lavori pubblici, Friggi, ex responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Acquapendente, si sarebbe interessato anche dopo il pensionamento. Avrebbe pilotato il suo successore Palumbo che, mostratosi disponibile a ricevere le direttive del predecessore, sarebbe stato consapevolmente coinvolto nell’illecita attività.

Nel mirino degli investigatori, l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino, quelli per l’asfaltatura delle strade dopo il nubifragio del novembre 2012, i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico e le autorizzazioni per la realizzazione del centro commerciale in località Cufaro.

Il 19 ottobre scorso, gli interrogatori di garanzia al tribunale di via Falcone e Borsellino. In quattro si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Solo Palumbo si è sottoposto per più di un’ora alle domande del gip, che ha poi confermato i domiciliari su richiesta dei pm. Il giudice ha ritenuto sussistente sia l’attuale pericolo di reiterazione dei reati che quello di inquinamento prove, ovvero l’occultamento di documenti, appunti e atti. Ma i cinque potrebbero anche condizionare terze persone: da qui il divieto di colloquio con chi non vive sotto il loro stesso tetto.

Poi i ricorsi delle difese al Riesame, che ha sempre confermato gli arresti. Davanti al tribunale della libertà, Vox Populi ha sfilato quattro volte. L’ultima il 25 novembre scorso. In questo caso la procura aveva chiesto il carcere per Galli e la contestazione di nuovi reati per Bonamici e Friggi. Appelli respinti, tranne quello in cui si chiedeva la contestazione del reato di corruzione per il dipendente comunale in merito all’appalto per i lavori di realizzazione del centro commerciale in località Cufaro.

L’ultima parola spetta comunque alla suprema corte, davanti alla quale può essere impugnato il provvedimento, come quelli che hanno confermato i domiciliari.

Ora, a meno di tre mesi dagli arresti, parte il processo. Davanti al collegio dei giudici, sarebbero già sei le imprese della Tuscia pronte a costituirsi parte civile. Le aziende lamenterebbero varie e immotivate esclusioni nelle procedure negoziate del comune di Acquapendente.

Raffaele Strocchia


Le accuse

Fabrizio Galli risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Marco Bonamici risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente;

Ferrero Friggi risponde di:
turbativa d’asta per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013;

Giorgio Maggi risponde di:
corruzione per i lavori in somma urgenza sulla scarpata sovrastante il liceo scientifico di Acquapendente, in seguito a una frana;

Vincenzo Palumbo risponde di:
turbativa d’asta e rivelazione di segreti di ufficio per l’affidamento dei lavori di messa in sicurezza della scuola elementare Sant’Agostino di Acquapendente e per i lavori di asfaltatura delle strade nelle frazioni e nel comune di Acquapendente, dopo il nubifragio del novembre 2013.


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10 gennaio, 2017

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