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Bilanci di fine anno 2016 - Politica - Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd e presidente della sesta commissione, spiega i risultati della giunta Zingaretti

“Fuori dal piano di rientro della sanità e tempi di pagamento accorciati”

di Paola Pierdomenico

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Enrico Panunzi

Enrico Panunzi

Viterbo – “Fuori dal piano di rientro della sanità e tempi di pagamento accorciati”.

Enrico Panunzi, consigliere regionale Pd e presidente della sesta commissione, spiega l’impegno portato avanti dalla giunta Zingaretti per l’ente e per il territorio. Sanità, infrastrutture, mobilità e ambiente sono per lui alcuni dei risultati ottenuti. Per Panunzi enormi, se si tiene conto del punto da cui si è partiti.

“Sono state fatte cose importanti – dice Panunzi -, al di là del processo di risanamento della Regione che è evidente e palpabile.

Basti pensare che nel 2013, abbiamo assunto 80 tra medici e infermieri e, dopo tre anni, nel 2016, ne abbiamo assunti 6/700. Stiamo uscendo dal piano di rientro della sanità, che non era né detto né scontato.

Abbiamo pagato quello che abbiamo trovato, attingendo ai mutui col decreto legislativo 35, abbiamo accorciato e anzi diminuito in maniera siderale i tempi di pagamento della Regione”.

Di cosa va più fiero?
“La cosa più importante, secondo me, è l’intesa “Italia” firmata da Renzi-Zingaretti in cui del miliardo e 487 milioni di euro dati al Lazio per le opere pubbliche, una parte, circa 500 milioni, sono stati destinati al finanziamento della Trasversale. Poi anche i 160 milioni della Viterbo-Roma e gli altri interventi relativamente all’arsenico.

Il 2016 si ricorderà comunque per il terremoto di Amatrice, in cui la Regione è stata in campo 24 ore su 24 e ancora è lì ad affrontare questo evento tragico. Un ente coinvolto in tutte le sue articolazioni”.

Invece, sulla sesta commissione, che presiede, che ha da dire?
“Abbiamo liquidato quello che è arrivato, ci sono poi importanti provvedimenti, come il Ptpr, in cui viste le procedure di approvazione e la corposità del fascicolo, con 880mila pagine e migliaia di osservazioni, su cui serve trovare un modus operandi, come in tante altre leggi che giacciono, tipo quella sui servizi idrici, su cui dovranno essere definiti gli ambiti e che è in divenire.

Tutto quello che potevo portare avanti, l’ho fatto, come i piani delle riserve e le aree naturali, la legge sulla geotermia a piccola entelpia, per cui siamo una delle poche regioni a essere dotati di questo strumento. Sono soddisfatto a livello di infrastrutture e urbanistica, in cui abbiamo messo in fila una serie di procedimenti, e poi per le risorse per i bandi dell’efficientamento dal punto di vista ambientale”.

Sui trasporti?
“Anche qui, abbiamo fatto cose eccezionali, rallentando i tempi di percorrenza tra Orte e Roma, facendo fare più fermate al treno per l’Intercity, aumentando le carrozze anche del Viterbetto. Ci sarà poi il raddoppio dell’Fl3 fino a Bracciano. Sul Cotral, abbiamo preso una società che stava portando i libri in tribunale, ora, invece, ha un bilancio in attivo. Abbiamo acquistato 430 pullman di cui i primi stanno già arrivando in circolazione e gli altri verranno scansionati nei primi mesi del 2017.

Non possiamo parlare di situazioni e obiettivi raggiunti senza tenere conto del punto da cui siamo partiti. Nessuno sapeva che la Regione aveva debiti commerciali per 12 miliardi di euro e che pagavamo le fatture a 1200 giorni. Ora non è più così”.

Quale sarà l’impegno per il 2017?
“Continueremo l’opera di risanamento, a portare i fondi europei e a dare attuazione al Psr. La Regione Lazio paga quest’anno un miliardo e 350milioni di rate di interesse per debiti pregressi. Se non avessimo questo macigno, potremmo fare miracoli ben più visibili. Il problema dipende tutto da questo indebitamento.

L’intero Psr, che si spalma in sette anni, ammonta a 780 milioni di euro e se noi, in un anno, dobbiamo pagare oltre un miliardo di interessi, si capisce bene come siamo combinati. Sono fiducioso che l’opera iniziata arrivi a destinazione, specie sulla sanità dove riusciremo a garantire il turn over e un piano assunzionale di tutto rispetto, oltretutto già pubblicato, senza, infine, dimenticare la stabilizzazione dei precari. Ci saranno lo sblocco dei fondi europei  e delle opere che abbiamo già programmato. I meccanismi non aiutano, basti pensare che il tratto Cinelli-Monteromano è del 2001 ed è stato consegnato nel 2016. Dopo questo sintetico dato ognuno può trarre le sue conclusioni”.

Il suo impegno per la Tuscia invece?
“Sarà a livello infrastrutturale, di bonifiche, come nel caso della discarica di Pascolaro a Graffignano in cui ci sono 140 ettari sotto monitoraggio e su cui c’era una sorta di silenzio da anni. Abbiamo cominciato a finanziare il piano di caratterizzazione e dato risposte anche su Rsa e servizi sociali. Fare il consigliere regionale vuol dire occuparsi di tutto e farlo bene. E’ quasi un miracolo che difficilmente si compie, ma su cui bisogna impegnarsi almeno per avvicinarcisi, conoscendo le problematiche e fornendo le soluzioni”.

Paola Pierdomenico


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4 gennaio, 2017

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