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Viterbo - Madonna della Quercia - Concluso il restauro da 200mila euro - Il 21 incontro e il 22 visita organizzata dalla Proloco

Dalle luci agli affreschi, la nuova vita della basilica

Don Massimiliano Balsi, Irene Temeprini, Leonardo Michelini e Mario BruttiViterbo - La conferenza "Verso il centenario"

Don Massimiliano Balsi, Irene Temeprini, Leonardo Michelini e Mario Brutti

Don Massimiliano Balsi, Irene Temeprini

Don Massimiliano Balsi, Irene Temeprini

Viterbo - Il camion davanti alla basilica della Quercia

Viterbo – La basilica della Quercia

La basilica della Quercia

La basilica della Quercia

Viterbo – (g.f.) – Conclusi i lavori di restauro alla basilica della Madonna della Quercia. Un intervento consistente. Fondazione Carivit ha stanziato 110mila euro, parrocchia e privati ne hanno messi altri 90mila. Si arriva a 200mila euro. Quasi un anno la durata.

I risultati si vedono e il 21 gennaio saranno presentati in un incontro cui ha dato il proprio contributo la Pro Loco di Viterbo che il giorno successivo organizza una visita guidata.

“Sono stati restaurati – spiega don Massimiliano Balsi – e tinteggiati tutti gli intonaci, nella parte bianca. Un lavoro imponente, sono 3600 metri quadrati, riportandoli all’originale bianco caldo rinascimentale, ritrovato nella parte meno rimaneggiata della basilica, quella del coro”.

Sono state ricollocate cornici agli altari laterali. “Un altro restauro – continua don Balsi – ha interessato la rilucidatura del pavimento all’intera basilica. La parte bianca e rossa, che è la più antica e la seconda, nella zona della cupola e del presbiterio bianco e grigio, ottocentesco.

Il tempietto di Andrea Bregno del 1480, cinque anni dopo fu ridorato dai domenicani. In tempi recenti fu tolta la doratura, ma non bene. Oggi abbiamo ripulito il marmo”.

Quindi i capitelli della navata centrale e il crocifisso ligneo collocato a sinistra. Un altro “indizio” di come la basilica della Quercia sia legata a Firenze. Probabilmente arriva proprio da lì.

“Sono inoltre stati riposizionati quadri di maggiore pregio – osserva don Balsi – mentre è stato tolto quello che non rientrava nello stile originale. Sono stati rimessi due affreschi, uno con la Madonna in trono e Bambino e una con sant’Antonio abate. Sono i più antichi e originali della basilica”. Rifatto completamente l’impianto d’illuminazione.

I lavori, grazie all’intervento della Fondazione Carivit, oltre a stanziamenti di privati. “Si tratta – spiega Mario Brutti, presidente fondazione – dell’intervento più consistente nel campo dei beni culturali, grazie all’utile ricorso dell’art bonus.

Un intervento che abbiamo sostenuto, tenuto conto dei rapporti di Viterbo con la basilica, non di tipo confessionale”.

La basilica torna a splendere e la Proloco ha pronte diverse iniziative. Non solo la visita guidata del 22 gennaio a un tesoro di cui forse i viterbesi non hanno piena contezza.

“Sarà l’ennesima visita – spiega la presidente Irene Temperini – di una serie che abbiamo organizzato in questi mesi. Abbiamo deciso di renderla fruibile e aperta nei fine settimana e riaprire il museo degli ex voto. Ce ne sono 206.

Tra l’altro, il primo marzo ripristineremo il pranzo del Purgatorio al chiostro del Vignola, un’antica tradizione. La basilica, inoltre, farà parte del circuito di San Pellegrino in Fiore”.

In comune la presentazione della fine lavori e annesse iniziative, anche con il sindaco Leonardo Michelini.

11 gennaio, 2017

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