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Manutenzioni fantasma dei bus - In un'intercettazione ambientale l'imprenditore Carlo Graziani si difende, dopo la perquisizione e i sequestri nell'ortofrutta

“Quei ricambi li avevo anticipati…”

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Carlo Graziani

Carlo Graziani

Viterbo - Alcuni bus Cotral a Riello

Viterbo – Alcuni bus Cotral a Riello

Pullman Cotral rotto

Pullman Cotral rotto

Sutri - Pullman Cotral in fiamme

Sutri – Pullman Cotral in fiamme

Un pullman Cotral rotto

Un pullman Cotral rotto

Viterbo – “Quei ricambi li avevo anticipati…”. E’ nell’ufficio di una delle aziende del Gruppo Graziani che l’imprenditore Carlo Graziani si ‘difende’. Lo fa con un consigliere e un responsabile della Cotral.

Sono passati venti giorni da quando i finanzieri hanno bussato alle porte di un ortofrutta di “Vetralla, di proprietà del cognato di Graziani”. Lì, in un rudere e in un capannone, hanno trovato e sequestrato “numerosi pezzi di ricambio e carrozzeria riconducibili alla Cotral”. Secondo l’accusa, quei pezzi “venivano occultati per essere rivenduti a una ditta di Monterotondo, fornitrice della stessa” azienda di trasporti.

Il 17 dicembre 2013 la Guardia di finanza viene a conoscenza “di un imminente incontro tra D.G. (consigliere Cotral, ndr), Pasqualino Siggillino (ex responsabile Cotral, indagato, ndr) e Graziani che, dopo un giro di telefonate, concordavano di vedersi nell’ufficio di quest’ultimo, nella sede” di una delle aziende del Gruppo. Alle 11 del giorno dopo, i finanzieri vedono i tre nel piazzale dell’impresa discutere “principalmente dei sequestri dei pezzi di ricambio. Graziani, nello specifico, riferisce che si tratta sia di ricambi di sua proprietà sia della Cotral, che avrebbe trattenuto dopo aver anticipato propri ricambi” perché l’azienda di trasporti “avrebbe consegnato i suoi in ritardo, rispetto ai tempi delle riparazioni previsti dai preventivi”.

Nell’ordinanza del gip Massimo Battistini, le parole di Graziani: “Tra queste cose che io ce porto lì, c’erano dei particolari che la Cotral m’aveva dato perché io avevo anticipato quanno era storia che anticipavamo i cambi pe’ fa’ uscì le macchine…”. Per il giudice capitolino, “la pratica dell’anticipo dei ricambi è stata smentita da A.R. (direttore tecnico della Cotral, ndr) che ha riferito che poteva capitare eccezionalmente e comunque richiedeva che il capotecnico fosse preventivamente autorizzato in forma documentale”.

Alle 17,42 dello stesso giorno, il 18 dicembre 2013, i finanzieri intercettano una telefonata tra Mauro Valentini (imprenditore, unico arrestato nell’inchiesta ‘Manutenzioni fantasma’) e il fratello Roberto, anche lui indagato. “Di particolare interesse investigativo – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare – è l’affermazione fatta da Mauro Valentini: ‘Ma per fortuna che ce so’ andati adesso! Se ci andavano due anni fa…’, a conferma del fatto che Graziani già da molto tempo sottraeva i ricambi della Cotral per occultarli” nei locali dell’ortofrutta.

Già alle 12,59 del primo dicembre, due giorni dopo la perquisizione e il sequestro dei ricambi all’imprenditore viterbese, i finanzieri avevano intercettano una conversazione tra Mauro Valentini e il fratello Roberto: “Graziani ha rubato – dice Roberto Valentini -. Ha fatto impicci con” il comproprietario della ditta fornitrice della Cotral.


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22 gennaio, 2017

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