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Bilanci di fine 2016 - Viterbo - Il presidente del Sodalizio dei facchini Massimo Mecarini ripercorre l'anno e per il futuro sogna un trasporto eccezionale

“La vita è come portare la macchina di santa Rosa”

di Paola Pierdomenico
Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Viterbo - Raccolta fondi Nepal - Massimo Mecarini

Viterbo – Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Massimo Mecarini

Trasporto macchina di Santa Rosa - Il presidente Massimo Mecarini

Trasporto macchina di Santa Rosa – Il presidente Massimo Mecarini

Viterbo – “La vita è come portare la macchina di santa Rosa”. Gioia, fatica, passione e sacrificio. Emozioni che, per Massimo Mecarini, sono vissute da ogni facchino la sera del tre settembre e che poi coincidono con quelle che si mescolano nella vita di tutti i giorni.

Il presidente del Sodalizio definisce il 2016 un anno da ricordare per le imprese portate a termine dai facchini e in particolare per lo straordinario trasporto della macchina su via Marconi. Mecarini guarda anche al futuro…

Che anno è stato per il Sodalizio?
“E’ stato un anno estremamente positivo – dice Mecarini -. Da registrare negli annali perché abbiamo fatto tante cose, alcune delle quali, non so nemmeno se si ripeteranno nell’immediato. Abbiamo iniziato bene, a febbraio, con il rinnovo delle cariche sociali e l’elezione per acclamazione del presidente e del capofacchino. Una fiducia rinnovata. E poi molto altro”.

Ossia le iniziative dell’anno giubilare…
“Proprio quelle e quindi il trasporto allungato a via Marconi e la processione del 31 agosto con l’uscita del corpo di santa Rosa dalla basilica al Duomo che non si faceva dal 1923”.

E’ di qualche settimana fa la proposta della cittadinanza benemerita per la squadra del Trasporto del Giubileo.
“Aspettiamo che su questo si pronunci il consiglio comunale. Alcuni di noi, tra cui io, l’hanno presa nel 1984 e ora mi piacerebbe condividerla con chi non ce l’ha. Sono fiducioso che questo provvedimento sarà portato a compimento”.

Programmi per il 2017?
“Continueremo con le iniziative di solidarietà e, in particolare, con le cene in piazza. Rafforzeremo poi i gemellaggi con San Lanno e i portatori del Cristo risorto di Tarquinia. Siamo disponibili a valutare altre proposte con tutta l’umiltà di questo mondo, perché non ci sentiamo superiori a nessuno. C’è ottima collaborazione con la curia e le suore alcantarine, un clima positivo in cui portare avanti buone iniziative specie nel campo della beneficienza. Cominceremo poi a predisporre per il prossimo trasporto”.

Anche quest’anno ci sarà l’allungamento del percorso?
“Sento vociferarlo da più parti. Si valuterà la possibilità di farlo, ma saranno comunque i facchini a deciderlo”.

Che cosa vuol dire essere il presidente del Sodalizio?
“E’ un grande onore e una soddisfazione nel vedere realizzate tante iniziative. Un impegno importante che si porta avanti con l’amore verso la festa, la santa e la città. A volte si deve ingoiare qualche rospo, ma lo si fa perché la passione poi prevale su tutto”.

Il mandato Mecarini-Rossi sarà ricordato per imprese e iniziative significative… C’è qualcosa che le manca e che vorrebbe fare?
“Un trasporto straordinario e cioè fatto al di fuori del tre settembre. Si potevano sfruttare il riconoscimento Unesco o l’anno giubilare… Ora quindi dovremmo attendere un’altra occasione particolare che ci permetta di realizzarlo”.

Ci sono già in mente delle dediche?
“No, lo decideremo nell’immediato, sperando che siano “ordinarie” e cioè che non accada qualcosa di tragico da dover ricordare, come è stato per l’uccisione della nostra concittadina Nadia Benedetti o il terremoto”.

Cosa si aspetta dal nuovo anno?
“Personalmente un po’ di tranquillità. Da presidente del Sodalizio, spero di continuare sulla scia di quanto fatto finora e, se possibile, visto che nessuno è perfetto e tutti abbiamo margini di miglioramento, di fare di più per far sì che il trasporto sia sempre più bello, conosciuto e importante come lo è per Viterbo, sempre nel nome di santa Rosa”.

Se dovesse descrivere quest’anno con una parola, quale userebbe?
“Particolare”.

E il prossimo, come vorrebbe che fosse?
“Eccezionale. La vita – conclude Mecarini – è come portare la macchina di santa Rosa. Un’esperienza meravigliosa ma faticosa; a volte arrivano le accollate che ti piegano le gambe, ma bisogna sopportare il peso, resistere e andare avanti”.

Paola Pierdomenico

9 gennaio, 2017

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