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Incendio Union Printing - In aula l'unica parte lesa - Per domare il rogo scoppiato l'11 novembre 2011 ci vollero sei giorni

“Le fiamme divorarono la copertura in pochi minuti”

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Viterbo - L'incendio alla Union printing

Viterbo – L’incendio alla Union Printing

Viterbo – Incendio alla Union Printing, è ripreso ieri davanti al giudice Rita Cialoni il processo. L’accusa è di danneggiamento colposo per l’amministratrice e un dipendente della società che gestiva il deposito di carta sulla Teverina divorato dalle fiamme l’11 novembre 2012. Per domare le fiamme i vigili del fuoco impiegarono diversi giorni, spegnendo uno a uno i focolai divampati tra le enormi bobine di carta del deposito, uno dei più grossi stoccaggi del centro Italia.

Ieri è stata sentita l’unica parte offesa, il proprietario dell’abitazione confinante, che non ha potuto costituirsi parte civile avendo già intentato un’altra causa, in sede civile, per il risarcimento. “Stavo raccogliendo le olive quando le fiamme sono divampate – ha raccontato – in appena una decina di minuti hanno divorato la copertura di plastica gialla della tensostruttura sotto la quale stavano ammassate decine e decine di enormi bobine di carta. Poi hanno attaccato i rotoloni, i cui fogli, spinti dal fuoco e dal vento, prendevano il volo incendiati e venivano a posarsi in casa mia facendo danni enormi”.

Per domare il rogo ci sono voluti sei giorni: “I vigili del fuoco hanno impiegato sei giorni per spegnere del tutto l’incendio. E’ stato gravissimo“. Il vicino , visibilmente provato e ancora scosso, si è sfogato con il giudice: “Dopo tanti anni, non ho ancora visto una lira di risarcimento. Anzi ho dovuto accendere un mutuo per riparare a mie spese i danni”.

L’accusa per gli imputati è di danneggiamento colposo, in quanto il capannone non sarebbe stato in regola con la normativa di sicurezza antincendio. In particolare non sarebbe stato dotato di un sistema di spegnimento automatico delle fiamme. Di tutt’altro parere i difensori, tra cui l’avvocato Alessandro Vettori, secondo i quali i due imputati operavano nella struttura in base a un contratto di gestione per il carico, scarico e smistamento dei faldoni, che non implicava ulteriori responsabilità. Il processo riprende a luglio.


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24 gennaio, 2017

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