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Bilanci di fine anno 2016 - Mauro Mazzola fa il punto su dodici mesi di impegno diviso tra presidenza e guida della sua città - In primavera si vota

“Le province esistono e a Tarquinia vinceremo al primo turno”

di Giuseppe Ferlicca
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Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Mauro Mazzola

Il presidente della provincia Mauro Mazzola

Il presidente della provincia Mauro Mazzola

Viterbo - Consiglio provinciale - Mauro Mazzola

Viterbo – Consiglio provinciale – Mauro Mazzola

Viterbo – Le province esistono e lui è al lavoro. A marzo andrà in pensione e si occuperà a a tempo pieno per far vincere il centrosinistra al primo turno a Tarquinia, mentre il governo Gentiloni deve andare al voto il prima possibile. Tempo di bilanci per il presidente della provincia Mauro Mazzola. Un 2016 per niente facile dalle parti di via Saffi.

Presidente Mazzola, con la riforma costituzionale bocciata, riforma costituzionale bocciata e adesso che ne è dell’ente che lei amministra?
“Le province ci sono. Qualcuno si è messo in testa che non ci esistono più, anzi non le vivono più. Non è il mio caso. A qualcuno è sfuggito che esistono. La legge Delrio è in vigore. Nelle premesse era riportato che assumevano questa nuova forma in attesa della riforma che è stata bocciata. Oggi i costituzionalisti dovranno dirci qualcosa. In quelle che vanno in scadenza si andrà al voto”.

La riforma, se fosse passata, avrebbe abolito le province. Adesso molti invocano le elezioni dirette. Per tornare alla vecchia forma. Non più ente di secondo livello.
“Dobbiamo chiarire. Il popolo, respingendo il quesito referendario ha detto che le province devono esistere, non le ha abolite. Dobbiamo chiarire in che modo devono esistere. Vanno riformate seriamente. Di certo, non tornando al vecchio sistema, un carrozzone buono per le spartizioni politiche. Ma nemmeno come sono oggi. Limitate. Si deve andare verso una gestione essenziale, a servizio dei cittadini. Scuole, strade, cultura, turismo, servizi sociali. Sono competenze che devono rimanere vicine al territorio. Non possono essere gestite dalle regioni”.

Come chiude il 2016?
“Con un po’ di preoccupazione per il bilancio 2017. Il governo Renzi aveva dato un po’ di respiro alle province italiane, attraverso l’applicazione d’istituti quali l’avanzo d’amministrazione. Adesso vedremo, ma allo stato attuale, nessuna provincia è in grado di chiudere i bilanci”.

Un anno complicato?
“Certo, ma per alcuni aspetti positivo, se penso all’ente come l’ho trovato e quanto è stato fatto per farlo uscire dall’emergenza. Penso al lavoro sulle scuole, quello post sisma. Abbiamo chiuso gli ultimi equilibri di bilancio con centomila euro in più da destinare alla vulnerabilità sismica degli edifici. Lavoro davanti ne abbiamo”.

Lavoro tanto, soldi pochi. Come pensa di fare?
“Intanto cinque milioni di euro entreranno dalla vendita della caserma carabinieri a via della Pace e dal palazzo della prefettura. Li andremo a spendere sulle strade. Le due strutture entreranno nel patrimonio Invimit, autorizzato dal Mef. Un progetto per fare respirare le province. In concreto, lo stato si riprende gli immobili indietro, in cambio di risorse”.

Non è stato un anno semplice nemmeno per il suo partito, il Pd, o no?
“Non è stato semplice ma nemmeno tanto difficile. Si discute”

Anche troppo?
“Sì, dobbiamo chiarire definitivamente chi parla per il Pd, chi per Mo.ri. e chi per i biondi. Spazio a tutti. Fioroni parla per il Pd o per i Mori? Io sono convinto che le alleanze servano tutte. L’ho dimostrato a Tarquinia. Ne ho fatte molte in dieci anni, tenendo unita la coalizione. A Viterbo però, vedo che è più difficile. Perché è complicato capire chi sta dentro i MoRi, ma sta dentro nel Pd che sta dentro ai MoRi”.

Nel 2017, con lo scadere del secondo mandato, si chiude la sua esperienza da sindaco a Tarquinia. Cosa lascia?
“Chiudo lasciando un bilancio certificato, sanato da tutti i debiti. Lascio soldi”.

Intanto c’è chi si prepara a prendere il suo posto. Impresa difficile per il Pd mantenere l’amministrazione comunale?
“Qualche politico che è partito troppo presto. Il Pd sceglierà un bravo candidato sindaco, con un’alleanza che vincerà al primo turno. Personalmente sono soddisfatto. In questi anni si è formata più di una persona in grado di candidarsi a primo cittadino. Non credo a persone inesperte o imprenditori che si prestano alla politica. Il sindaco deve essere un politico che ha fatto la gavetta e sa cosa va ad amministrare”.

E Mazzola cosa farà?.
“Intanto da marzo vado in pensione dal lavoro. Sarò in prima linea per far vincere la mia coalizione al primo turno. Trovo che sia una vergogna che il centrodestra sia andato a trovare fuori Tarquinia un candidato sindaco, un’offesa per i tarquiniesi”.

Non teme i 5 stelle?
“Hanno tanto da pensare tra Roma e Civitavecchia. Non riescono a gestire le città dove hanno vinto. Noi l’esempio ce l’abbiamo a pochi chilometri. Poi, a Tarquinia non vedo persone autorevoli e capaci”.

C’è un nuovo governo. Gentiloni quanto deve andare avanti?
“Il presidente del consiglio può fare un buon lavoro, ma io ritengo che si debba andare al voto quanto prima. Più aspettiamo e peggio è”.

Giuseppe Ferlicca


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4 gennaio, 2017

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