--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bagnaia - In cinque alla sbarra per truffa al sistema sanitario

Medicine senza ricetta, farmacisti e Asl parti civili

Condividi la notizia:

La piazza di Bagnaia

La piazza di Bagnaia

Bagnaia – Farmacia a giudizio per avere erogato medicinali a pazienti senza ricetta: da ieri sono ufficialmente parti civili, pronti a chiedere il risarcimento dei danni, l’Ordine dei farmacisti e la Asl, assistiti dagli avvocati Valerio Panichelli e Elaine Bolognini. Il giudice Silvia Mattei ha sciolto la riserva, accogliendo la richiesta nonostante l’opposizione delle difese.

Chiuse le questioni preliminari, si è così finalmente aperto, a distanza di cinque anni da quando emersero i presunti abusi, il processo.

Cinque gli imputati, assistiti dagli avvocati Giovanni Labate, Giuliano Migliorati e Francesco Massatani: i titolari della farmacia di Bagnaia – madre e figlio -, due dipendenti e un medico di base. Anticipando medicinali senza ricetta, per un totale di circa 500 confezioni, secondo l’accusa, avrebbero ottenuto indebitamente rimborsi per circa 8mila euro.

Devono rispondere, a vario titolo, di truffa al sistema sanitario nazionale, falso ed esercizio abusivo della professione medica. Sarà un processo a ritmi serrati, per abbreviare i tempi che nel frattempo si sono fatti stretti. Così le prime quattro udienze sono state fissate a cadenza mensile, tra settembre e dicembre. Ma se ne andranno tutte solo per ascoltare la ventina di testimoni dell’accusa.

Per legge, il farmacista non può sostituirsi al dottore nella diagnosi e nella prescrizione terapeutica. Il medico, dal canto suo, non può prescrivere un farmaco senza aver preliminarmente visitato il paziente, per cui se la ricetta è successiva all’erogazione del medicinale è passibile di falso. 

Tutto è partito da un’ispezione dei carabinieri del Nas, che nel settembre 2012 trovarono nella farmacia delle fustelle sospette. Secondo il pm Stefano D’Arma, sistematicamente asportate dalle rispettive confezioni non contestualmente alla spedizione della ricetta, rendendo irregolare la richiesta di rimborsi. Pronto a dimostrare l’innocenza dei suoi assistiti l’avvocato Roberto Massatani che sempre ieri, in sede di ammissione prove, ha chiesto l’acquisizione di due sentenze assolutorie davanti al gip di alcuni degli indagati iniziali per cui è stato deciso il non luogo a procedere.


Condividi la notizia:
14 gennaio, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR