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Parapiglia in un bar di Ischia di Castro - Giovane davanti alla corte d'assise - Per l'accusa ha provocato la morte di un 65enne

Omicidio, processo senza parti civili

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Ischia di Castro – Nessuna parte civile nel processo per omicidio preterintenzionale, partito ieri davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo.

Alla sbarra, un 38enne nigeriano. Il 6 ottobre 2013 seminò il panico in un bar di Ischia di Castro: tavoli e sedie tirate in aria; poi la lite, violenta, con un gruppo di persone. Nel parapiglia, per un infarto causato da un forte stress emotivo, morì un 65enne del posto. Un decesso apparentemente naturale.

L’uomo viene arrestato il giorno dopo. Non per la morte dell’anziano, ma per resistenza a pubblico ufficiale. Esce da Mammagialla due mesi dopo. Già all’udienza di convalida, il pubblico ministero aveva chiesto il carcere anche per l’ipotesi di omicidio preterintenzionale. Ma il gup rigettò la richiesta: non c’erano le prove che il nigeriano avesse causato la morte del 65enne.

Le prove sarebbero arrivate cinque mesi dopo, con i risultati dell’autopsia sulla vittima. Il medico legale Maria Rosaria Aromatario, nella relazione depositata al pm, parla di un quadro cardiocircolatorio già fortemente compromesso, in cui si è inserito un forte stress emotivo idoneo a causare la morte dell’uomo. Stress che sarebbe derivato proprio dalla lite tra il 38enne e gli altri, tra cui un parente della vittima.

Per la difesa, avvocato Luigi Mancini, il nigeriano era stato picchiato la sera prima. Quando è tornato al bar, il giorno dopo, ha incontrato i suoi aggressori ed è nata la violenta disputa al locale, sedata dai carabinieri. A quel punto, il 65enne è stato colto da infarto.

Il 3 ottobre scorso il 38enne è stato rinviato a giudizio dal gup Stefano Pepe, con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Ieri è partito il processo davanti alla corte d’assise, presieduta dal giudice Ettore Capizzi. L’udienza, lampo, ha visto in aula per la prima volta la nuova pm Eliana Dolce.


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28 gennaio, 2017

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