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Bilanci di fine anno 2016 - Edilizia - Intervista al presidente Ance Andrea Belli

“Rigenerazione urbana, efficientamento e sicurezza”

di Paola Pierdomenico

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Andrea Belli

Andrea Belli

Viterbo – “Rigenerazione urbana, efficientamento e sicurezza”.

Per Andrea Belli, presidente Ance – associazione nazionale costruttori edili –  sono questi i punti su cui insistere per far sì che, nel 2017, il settore possa consolidare i segnali di ripresa che si iniziano a percepire. Un atteggiamento, il suo, positivo e propositivo.

“Nel settore edile – dice Belli – restano luci e ombre. C’è una ripresa della parte privata del mercato immobiliare delle vendite con un lieve aumento. Un segnale positivo, mentre l’occupazione è ancora in calo in quanto si continuano a vendere le case già costruite e non si fanno investimenti.

Per quanto riguarda il mercato del pubblico e delle infrastrutture, purtroppo, c’è stato un blocco perché la nuova legge sugli appalti del governo Renzi, ancora non è entrata a regime, e siamo fermi. Timidi passi in avanti anche se non possiamo dire di essere fuori dalla crisi che ci ha attanagliato per tutti questi anni. Speriamo almeno di essere nella fase finale”.

Che ruolo hanno le aziende?
“Stanno cercando di trasformarsi per adattarsi a un mercato che non è più quello di prima. Anche nel settore delle costruzioni, infatti, sta facendo il suo ingresso in maniera determinante la tecnologia. La gente chiede un prodotto che sia conforme sia all’efficientamento energetico che alla sicurezza sismica, in seguito agli eventi che hanno colpito il nostro paese. Anche i costruttori, a Viterbo, stanno lavorando nell’ottica di questo cambiamento e, come associazione, ci stiamo dando da fare”.

In che modo?
“Il prossimo anno faremo tanta formazione per gli imprenditori per introdurre certi accorgimenti. Le crisi sono da una parte deleterie, perché portano le imprese a chiudere, ma dall’altra sono uno stimolo a rinnovarsi e adattarsi alle nuove esigenze del mercato in continua evoluzione. Magari si costruirà di meno, ma lo si farà meglio”.

Su quali aspetti puntare?
“La rigenerazione urbana, l’efficientamento energetico e il recupero di quello che c’è per far ripartire il settore. Viterbo, da questo punto di vista, potrebbe essere un esempio per l’immenso patrimonio che ha a disposizione.

Proprio per dare valore al centro storico, col Comune, abbiamo dato vita a un’iniziativa, “Le piazze fanno centro”, che è un concorso di idee che ha coinvolto 50 architetti e ingegneri da tutta Italia e che hanno riprogettato un percorso per legare le sette piazze principali di Viterbo. A marzo, ci sarà una mostra in cui verranno esposti tutti questi progetti. Puntiamo sull’innovazione e la formazione perché restare fermi significa morire. Il futuro dell’edilizia passa per questo”.

Sulla Trasversale?
“Abbiamo, in accordo con la ditta che sta ultimando i lavori, monitorato gli interventi con un drone, perché anche i cittadini possano rendersi conto di come l’opera sta andando avanti. Ogni tre mesi manderemo le immagini per far vedere come procede il cantiere dato che la Trasversale è segno di sviluppo non solo dell’edilizia ma del territorio. Vedere che non restiamo fermi, ci fa ben sperare”.

Che anno sarà il 2017?
“L’augurio, naturalmente, è che sia buono e che i segnali di ripresa possano consolidarsi. Non sarà, certo, facile perché l’Italia e anche Viterbo, mantengono dei problemi, come l’eccessiva burocrazia e la difficoltà nel decidere, che frenano lo sviluppo.

Credo, però, che ormai si vada verso l’uscita del tunnel e noi, come associazione, aiuteremo le imprese a essere più efficienti e competitive e lo faremo attraverso la formazione e nuove risorse per puntare sulla rigenerazione urbana. Non solo, vogliamo incentivare l’aggregazione delle aziende per andare a operare in zone, come per esempio quelle del terremoto, ed essere utili, portando soldi e lavoro al nostro territorio”.

Le istituzioni vi sono accanto?
“Con le istituzioni deve esserci un rapporto leale, corretto e trasparente. Da loro, non vogliamo nulla se non che decidano in maniera rapida facendo sì che sparisca una volta per tutte la cultura del “forse”. Alla fine, non sono loro che fanno l’impresa, ma devono solo prendere decisioni strategiche, che, tra burocrazia, cambi politici e beghe, a volte tardano ad arrivare. Il settore edile occupa 2300 persone ed è trainante per tutta l’economia. Noi pensiamo proprio a chi c’è dietro questo lavoro e che quotidianamente si sacrifica.

E’ questo uno dei motivi per cui coi sindacati stiamo collaborando, con loro, infatti, abbiamo fatto un contratto integrativo nuovo dell’edilizia, che ha portato a sgravi sui contributi che le imprese pagano, e messo in campo investimenti importanti sulla sicurezza – conclude Belli -. Provvedimenti necessari per la crescita delle aziende che corrisponde poi a quella del territorio”.

Paola Pierdomenico


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1 gennaio, 2017

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