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Bimba nel cassonetto, al via il processo all’infermiere

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Feto nel cassonetto - La polizia sul posto [3]

Feto nel cassonetto – La polizia sul posto

Il pm Franco Pacifici [4]

Il sostituto procuratore Franco Pacifici

 

Maria Antonietta Russo [5]

L’avvocato Maria Antonietta Russo

 

L'avvocato Samuele De Santis [6]

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Bimba settimina trovata morta nel cassonetto, al via il processo in corte d’assise per l’infermiere Graziano Rappuoli accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere in concorso. Ieri l’udienza di ammissione delle prove. Ed è stato subito scontro tra l’accusa e la difesa sull’acquisizione, “ai fini della ricostruzione del fatto storico”, della sentenza di primo grado di condanna della madre. Alla fine l’ha spuntata il sostituto procuratore Franco Pacifici. La difesa ha invece ottenuto il via libera all’ammissione di una perizia di parte, affidata al medico legale Dalila Ranalletta, già consulente della procura di Viterbo per il caso di Attilio Manca e della difesa di Giuseppe Bossetti per il caso di Yara Gambirasio. 

Assistito dagli avvocati Maria Antonietta Russo e Samuele De Santis, il 56enne di Tuscania, in forza a Belcolle, deve rispondere anche di esercizio abusivo della professione medica, per avere procurato alla madre della bimba  – nata settimina e ritrovata morta al Salamaro il 2 maggio 2013 –  la ricetta falsa per il Cytotec, il farmaco che, inducendo le contrazioni, viene usato anche per procurare aborti clandestini. La donna, la 27enne romena Elisaveta Alina Ambrus – all’epoca ballerina in un night club della provincia –  lo scorso 30 settembre è stata condannata a 10 anni, con lo sconto di un terzo della pena previsto dall’abbreviato. Il pm Franco Pacifici aveva chiesto l’ergastolo per omicidio aggravato dalla crudeltà. 

Sia l’accusa che la difesa vogliono sentire la Ambrus come testimone. Tornata in patria dopo avere scontato sei mesi di carcere preventivo a Civitavecchia, la 27enne, a quanto è dato sapere, non sarebbe più rientrata in Italia. E attualmente non è chiaro se si trovi tuttora in Romania, dove ha un un figlio di 5 anni. Il piccolo, primogenito della donna, è venuto alla luce soltanto nove mesi prima della morte della sorellina finita nel cassonetto dei rifiuti di via Solieri. Qualora la condanna a 10 anni per omicidio volontario e occultamento di cadavere dovesse diventare definitiva, potrà essere spiccato un mandato di cattura internazionale.

Pacifici, come detto, ha ottenuto l’acquisizione della sentenza di condanna della madre, contro cui lo scorso 14 febbraio ha depositato ricorso in appello l’avvocato De Santis. La corte d’assise – presieduta dal giudice Ettore Capizzi, a latere Rita Cialoni – ha invece per il momento congelato le altre due richieste del pm: l’acquisizione della perizia super partes disposta dal gip Salvatore Fanti e la trascrizione dei verbali dell’udienza preliminare, che si è conclusa con la condanna della donna e il rinvio a giudizio dell’infermiere.  Nulla osta, infine, alla richiesta della difesa di far entrare nel processo tutti gli sms scambiati tra l’imputato e la Ambrus. 

Ad aprile il processo entrerà nel vivo con i primi sei testimoni dell’accusa.


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