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Furbetti della Asl - Ospedale di Belcolle - Attraverso trasfusioni di sangue mai fatte - Interdetta la dirigente Tiziana Riscaldati e sospesa l'infermiera Stefania Gemini - In arrivo altri provvedimenti dell'azienda sanitaria

Stipendi gonfiati per centinaia di migliaia di euro…

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Tiziana Riscaldati

Tiziana Riscaldati

Viterbo - L'ospedale di Belcolle

Viterbo – L’ospedale di Belcolle

Tiziana Riscaldati

Tiziana Riscaldati

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo – Risultava stessero facendo le trasfusioni a domicilio, ma non erano al lavoro. Quando le effettuavano, o le gonfiavano nella quantità del servizio reso o le rendicontavano anche a colleghi che in realtà non c’erano. E ancora. Si attribuivano prestazioni straordinarie anche se non le avevano mai svolte. Ecco come dodici dei ventitré indagati dell’inchiesta sui furbetti della Asl avrebbero gonfiato i propri stipendi per un importo complessivo di un milione e 300mila euro.

In particolare secondo l’accusa Tiziana Riscaldati, dirigente di medicina trasfusionale dell’ospedale di Belcolle, da marzo 2012 a febbraio 2016 avrebbe “truffato” la Asl di Viterbo per un importo complessivo di circa 315mila euro. Di questi: “10mila 080, attribuendosi fittiziamente prestazioni aggiuntive” e 305mila con il trucchetto delle trasfusioni a domicilio.

L’infermiera Stefania Gemini, altra indagata di punta nell’operazione della Guardia di finanza coordinata dalla pm Paola Conti, da gennaio 2011 a febbraio 2016 avrebbe “truffato” la Asl per un importo complessivo di circa 153mila euro. In particolare Gemini, 47 anni e unica già sospesa dal servizio, in quattro anni avrebbe secondo l’accusa “indebitamente percepito 9mila 600 euro con false trasfusioni a domicilio, dichiarate in giornate di ferie”. Per ogni prestazione, 192 in totale, l’infermiera percepiva 50 euro.

11mila 700 euro, invece, Gemini li avrebbe “indebitamente percepiti rendicontando a proprio favore 154 schede di rimborso attestanti la propria partecipazione a trasfusioni a domicilio effettuate dal solo medico, o dal medico con l’assistenza di un altro infermiere”. Insomma, in entrambi i casi Gemini non c’era ma risultava e veniva pagata come se ci fosse. L’accusa è di truffa e falso.

Le somme indebitamente percepite dai dodici indagati partono da 250 euro fino ad arrivare a migliaia di euro, stando all’avviso di conclusione delle indagini notificato martedì mattina ai ventitré. Tra questi anche il 65enne Basilio Radini, dirigente responsabile dell’unità operativa complessa del centro trasfusionale dal 2007 al 2011. Secondo l’accusa, “violando la determina della Asl di Viterbo del luglio 2010”, avrebbe “indebitamente percepito 29mila 185 euro di indennità”.

Gli agenti del nucleo tributario sono arrivati ai dodici partendo dai furbetti del cartellino. E’ la fine del 2015 e dalle intercettazioni di una precedente indagine, i finanzieri scoprono che nel reparto c’è chi timbra il cartellino e poi si allontana dall’ospedale. Ma anche chi vidima il badge dei colleghi che restano a casa o si dedicano ad altro: una dipendente è stata sorpresa a fare spese, un’altra ad assistere a una recita di Natale.

Gli indagati sono stati ripresi per circa tremila ore. Poi pedinamenti e appostamenti, fino ad arrivare alla notifica del 415 bis, l’avviso di conclusione indagini. La Asl, che nell’indagine è stata parte attiva collaborando con procura e Guardia di finanza, ieri ha riunito l’ufficio procedimenti disciplinari: interdetta la dirigente Stefania Gemini, si attendono i provvedimenti per altri sei dipendenti.


Gli indagati

Tiziana Riscaldati, nata il 31 agosto 1957 ad Acquapendente

Stefania Gemini, nata il 23 dicembre 1969 a Viterbo

Maria Rita Guitarrini, nata il 18 marzo 1968 a Viterbo

Basilio Radini, nato il 29 maggio 1951 a Vejano

Rosaria Amato, nata il 18 aprile 1954 a Niscemi

Massimo Gavelli, nato il 29 agosto 1959 a Ischia di Castro

Gaetana Benedetti, nata il 16 marzo 1968 a Viterbo

Laura Taschini, nata il 12 agosto 1971 a Vetralla

Alvaro Saleppichi, nato il 24 luglio 1959 a Viterbo

Donatella Salvatori, nata il 14 marzo 1970 a Viterbo

Francesco Caprini, nato il 5 ottobre 1978 a Viterbo

Raffaele Pellecchia, nato il 31 marzo 1970 a Roma

Daniele Piccione, nato il 23 luglio 1980 a Roma

In concorso

Maurizio Trenta, nato il 21 settembre 1959 a Viterbo

Renato Mastrocola, nato l’11 luglio 1954 a Casalduni

Umberto Benedetti, nato il 27 maggio 1966 a Canepina

Ivrio Belano, nato il 12 giugno 1986 a Viterbo

Eliana Ferlicca, nata il 7 febbraio 1971 a Montefiascone

Massimiliano Loffreda, nato il 9 ottobre 1968 a Roma

Teresa De Siena, nata il 12 giugno 1973 a Cassino

Simone Sampietro, nato il 12 giugno 1979 a Terni

Michela Carone, nata il 28 luglio 1976 a Viggiano

Tonino Mancini, nato il 13 marzo 1961 a Bolsena



Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 febbraio, 2017

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