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Tribunale - Bancarotta milionaria - Alessandro Del Canuto patteggia un anno e otto mesi

Chicco Moltoni rinviato a giudizio

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Francesco Moltoni detto Chicco

Francesco Moltoni detto Chicco

L'avvocato Samuele De Santis

L’avvocato Samuele De Santis

Viterbo – Processo per Chicco Moltoni.

Il gup del tribunale di Viterbo ha rinviato a giudizio il consigliere comunale per il crack della Piano Alto srl, società conosciuta nel mondo della movida viterbese per la gestione della discoteca Perfidia.

Patteggia invece un anno e otto mesi il viterbese Alessandro Del Canuto, nato il 5 giugno 1972.

Lo scorso 15 febbraio il giudice Savina Poli ha respinto la richiesta di abbreviato, condizionato all’esame del consulente della difesa, per Moltoni. Prima dell’udienza di questa mattina, il difensore Samuele De Santis ha comunque fatto recapitare la consulenza al sostituto procuratore Stefano D’Arma e al gup Poli.

Il processo inizierà il prossimo mese di luglio davanti al tribunale in composizione collegiale. “Dopo il patteggiamento di Del Canuto – commenta il difensore De Santis – un processo per una bancarotta da 14mila euro, che il mio assistito non ha nemmeno intascato”. Nel frattempo si è già costituita parte civile la curatela. 

Il tribunale di Viterbo dichiara fallito il Perfidia il 5 dicembre 2012. La denuncia di un socio mette in moto le indagini. 

Moltoni e Del Canuto sono stati amministratori della società in periodi diversi: Del Canuto dall’aprile 2009 al dicembre 2011; Moltoni ha preso il suo posto fino al maggio 2012. Una terza posizione, inizialmente al vaglio degli inquirenti, ha preso la via dell’archiviazione.

Per gli investigatori, i due indagati avrebbero distratto e occultato gli incassi della gestione del Perfidia per tre anni: 724mila 924 euro dal 2009 al 2010; 807mila 491 euro dal 2010 al 2011; 324mila euro dal 2011 al 2012. Un milione 856mila 452 euro, più almeno altri 14mila euro dalla cassa contanti.

Una gestione contabile che, secondo le indagini, sarebbe stata tutt’altro che sibillina. Si parla di scritture contabili ambigue al punto da rendere impossibile ogni tentativo di ricostruzione del patrimonio e degli affari societari.


–  “Il commercialista non c’entra nulla…”


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22 febbraio, 2017

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