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Tribunale - Operazione House Keys - In due a un pena complessiva di 2 anni e 10 mesi - Secondo l'accusa risalivano alle abitazioni dai libretti di circolazione nelle macchine svaligiate

Decine di furti in auto e case, condannati

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Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys - L'arrestato Alessandro Fogler

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys – L’arrestato Alessandro Fogler

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys - L'arrestato Ernesto Cataudella

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys – L’arrestato Ernesto Cataudella

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys

Viterbo - Carabinieri - Operazione House keys

Viterbo – Carabinieri – Operazione House keys

Viterbo – Nel Viterbese avevano trovato terreno fertile per i loro colpi: rubare prima nelle auto per poi passare alle case. Il gup del tribunale di Viterbo ha condannato due brindisini a un pena complessiva di 2 anni e 10 mesi.

Nel gennaio 2016 Alessandro Fogler, residente a Viterbo, ed Ernesto Cataudella sono finiti ai domiciliari dopo aver ricevuto l’ordinanza di custodia cautelare dai carabinieri. Furto aggravato in concorso, l’accusa con cui sono stati processati con rito abbreviato. Il pm, al termine della requisitoria, aveva chiesto per entrambi 5 anni di reclusione. Ma il giudice ha condannato Fogler a un anno e otto mesi e Cataudella a un anno e due mesi.

Dopo mesi di indagini i carabinieri del nucleo investigativo e quelli della stazione di Viterbo avevano accertato una quindicina di furti dal luglio 2014. I due, secondo l’accusa, rubavano nelle macchine in sosta fuori dai centri commerciali o nei parcheggi delle terme. Al furto in auto, di solito, sarebbe seguito quello in casa, a cui risalivano grazie ai libretti di circolazione o alle chiavi lasciate nei veicoli. Da qui il nome dell’operazione: House keys.

Per gli investigatori, Fogler e Cataudella studiavano prima le vittime e le loro abitudini. Poi, al momento più opportuno, colpivano. Colpi che sarebbero avvenuti nel tardo pomeriggio, quando le abitazioni erano vuote. Un’intrusione veloce, sempre secondo i militari, forzando porte e finestre o entrando addirittura con le chiavi travate nelle auto. Poi per guadagnare tempo bucavano almeno una delle gomme della macchina per poi scappare nelle case, dove rovistavano velocemente e portavano via per lo più oro e soldi. Ma anche le carte di credito che, secondo gli investigatori, usavano in sale giochi o centri di scommesse per prendere i ticket che spendevano in parte, intascando il resto.


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13 febbraio, 2017

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