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Veleni alla municipale - Al rush finale il processo per falso e truffa all'ex comandante dei vigili urbani - L'uomo è stato già assolto una volta

“Non sono un furbetto del cartellino”

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Soriano nel Cimino – Veleni tra vigili urbani di Soriano nel Cimino. “Nessun assenteismo, non faccio parte della categoria dei furbetti del cartellino”, così l’ex comandate Enrico Del Gaudio, al suo secondo processo per soli sei mesi di lavoro tra i Cimini. Ieri ha potuto fornire la sua versione al giudice Rita Cialoni. Ed è tornato a puntare il dito contro il tenente Antonio Presutti. Convinto che il suo predecessore e successore ai vertici della municipale abbia fatto di tutto per eliminare l’inviso concorrente. 

Del Gaudio, comandante della polizia locale di Soriano nel Cimino, in carica per soli sei mesi, tra il 2009 e il 2010, è sotto processo per truffa e falso, assistito dallo studio legale Marazzita. Il comune si è costituito parte civile con l’avvocato Pietro Pesciaroli. E’ la sua seconda volta davanti ai giudici del tribunale di Viterbo, che lo hanno già assolto dall’accusa di peculato, truffa e falso, perché andandosene si sarebbe portato via la divisa. Stavolta si sarebbe assentato dalla caserma in orario di lavoro. 

Del Gaudio ha spiegato come gli orari dei dirigenti non abbiano nulla a che vedere con la timbratura del cartellino: “Contano i risultati, il raggiungimento degli obiettivi. E io dopo sei mesi sono stato confermato, me ne sono andato per incompatibilità ambientale”. “Mi ha denunciato Presutti. Abbiamo avuto da subito un cattivo rapporto. Mi rinfacciava di guadagnare più di quanto davanti a lui. Non accettava le mansioni che gli avevo affidato”, ha spiegato in aula. “Io non dovevo stare chiuso in caserma. il mio lavoro era stare fuori dal comando, sul territorio del Comune, presso altri enti pubblici, a fare rappresentanza, in tribunale, in procura e in prefettura a Viterbo”. Avrebbe lavorato pure durante la pausa pranzo e di notte: “Se c’era bisogno, intervenivo io”. In suo favore ha testimoniato una filippina non vedente. “Mi ha accompagnato lui personalmente, con la sua macchina, al tribunale per i minori di Roma per una comunicazione dei servizi sociali”. 

Fino a quando tutti i vigili urbani del comando non si sono ammutinati: “Dovevano fare il servizio serale per una festa del paese. Io gli avevo anche fatto avere gli straordinari arretrati per rasserenare gli animi. Loro, alle sette di sera, mi hanno lasciato solo. E io per svolgere il servizio o dovuto chiamare i carabinieri. Meno male che c’era l’aiuto del maresciallo Paolo Lonero. Per i servizi non svolti feci una relazione al sindaco contro il comando”. Secondo Del Gaudio le accuse sarebbero figlie dell’antipatia di alcuni sottoposti, Presutti in testa, che l’hanno costretto a fare le valigie e tornare nella sua Napoli, dove è al comando del nucleo ambientale della municipale, un reparto di 100 persone. Prossima udienza ad aprile, sentenza a maggio. 

17 febbraio, 2017

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