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“Passare a Talete è stata una scelta priva di senno”

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Pietro Serafini [3]

Pietro Serafini

Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Mazzola – Talete: un binomio che è sinonimo di maggiore tassazione.

Non siamo nuovi agli aumenti delle aliquote prodotti dall’amministrazione Mazzola e le bollette del servizio idrico recapitate in questi giorni ai cittadini ne sono la conferma inesorabile.

La situazione per i tarquiniesi è precipitata poco dopo che il nostro sindaco è stato eletto presidente della provincia nonché presidente dell’Ato (Ambito territoriale ottimale) Lazio nord – Viterbo, ossia un territorio su cui sono organizzati servizi pubblici integrati, tra cui quello idrico territoriale.

Da quel momento in poi, il comune di Tarquinia, guidato dalla giunta Mazzola, ha deciso di abbandonare la propria indipendenza dalla gestione del servizio, cedendo il tutto a Talete Spa pur essendo al corrente della precaria e non ottimale situazione economica della società stessa.

Il patto si è concretizzato formalmente lo scorso 21 giugno 2016, quando con la delibera comunale 31 approvata in sede di consiglio comunale, pur incassando i voti contrari della minoranza tra cui quello del sottoscritto, Mazzola ed i suoi fidi scudieri, nelle figure del vice e aspirante sindaco Bacciardi e dei due assessori, altrettanto aspiranti sindaci del Pd, Celli e Ranucci, hanno consegnato il servizio idrico di Tarquinia, fino ad ora ben funzionante e dotato di opportuni dearsenificatori pagati negli anni passati dai contribuenti del nostro comune, alla società Talete Spa.

Una scelta priva di senno e in direzione contraria ai comuni limitrofi come Monteromano, Tuscania e Montalto di Castro, i cui rispettivi amministratori hanno preferito appellarsi alla giustizia, intavolando una serie di ricorsi al consiglio di Stato pur di non consentire il passaggio dei propri servizi idrici alla Talete, dimostrando di riuscire a risparmiare mantenendo la gestione comunale.

Ecco, questi sono degni di essere chiamati amministratori che hanno dimostrato di agire per il bene della collettività, a differenza dei nostri che con le loro scelte hanno penalizzato i tarquiniesi che oggi si ritrovano a dover pagare un costo oneroso sulle nuove bollette in arrivò con un aumento del 30 percento rispetto alla vecchia gestione.

Non contenti delle maggiori difficoltà arrecate ai propri concittadini, i nostri amministratori hanno spostato il personale comunale accreditato al vecchio servizio idrico nella pubblica illuminazione, costringendo la società Talete a collocare il proprio personale sul territorio e questo oltre a gravare maggiormente sulle casse comunali creerà disservizi dovuti alle tempistiche di intervento mentre Talete avrebbe dovuto, come da regolamento tra le parti, integrare i dipendenti preposti nel proprio organico.

Intanto le bollette di Talete Spa continuano ad arrivare e i tarquiniesi incassano l’ennesima “Mazzolata”.

Il consigliere comunale Pietro Serafini


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