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Ragazzo massacrato, doppia indagine

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24enne massacrato a Vignanello - La frase della pagina satirica Facebook 'Casapound dice cose a cazzo' che sarebbero alla base dell'aggressione [4]

24enne massacrato a Vignanello – La frase della pagina satirica Facebook ‘Casapound dice cose a cazzo’ che sarebbero alla base dell’aggressione

24enne massacrato a Vignanello - La frase satirica condivisa da Paolo che sarebbe alla base dell'aggressione [5]

24enne massacrato a Vignanello – La frase satirica condivisa da Paolo che sarebbe alla base dell’aggressione

Vignanello – Sono due i fascicoli d’indagine sull’aggressione di Vignanello. Uno è stato aperto dalla procura di Viterbo, un altro dal tribunale per i minori di Roma. Al vaglio degli inquirenti le posizioni dei 15 ragazzi identificati dai carabinieri dopo il pestaggio della notte tra l’11 e il 12 febbraio.

Nel mirino del ‘branco’ il 24enne di Vallerano, Paolo, colpevole di aver condiviso su Facebook una frase goliardica che fa la parodia ai tipici manifesti neofascisti. Trenta giorni di prognosi e la rottura del naso, dopo essere stato riempito di calci, pugni e nei pressi di un centro commerciale.

Due gli autori del pestaggio, denunciati per lesioni: un 17enne di Vignanello e un 29enne di Vallerano. Del primo se ne occupa il tribunale per i minori di Roma, del secondo la procura di Viterbo (le indagini sono coordinate dal pm Stefano D’Arma). I restanti 13 ragazzi identificati sono i compagni, che avrebbero aggredito la vittima verbalmente, con insulti e minacce. Anche tra loro ci sarebbero alcuni minorenni.

Gli autori del pestaggio, stando agli accertamenti dei carabinieri tutti di estrema destra, avrebbero agito in gruppo, avvicinando il 24enne con fare minaccioso mentre si trovava con alcuni coetanei. Il giovane, a fronte dei toni e dell’atteggiamento del gruppo, avrebbe cercato di allontanarsi per evitare che il confronto degenerasse. Ma a quel punto in due lo avrebbero inseguito, bloccandolo e colpendolo con calci e pugni, fino a ridurgli il viso a una maschera di sangue. Poi si sarebbero dati alla fuga.

I carabinieri sono riusciti a stringere il cerchio sugli aggressori grazie alla denuncia del 24enne e alle dichiarazioni di alcuni testimoni.

Martedì intanto ha chiuso i battenti la pagina satirica Facebook Casapound dice cose a cazzo, creatrice della scritta ‘Chi mette il parmigiano sulla pasta al tonno non merita rispetto’, ironicamente attribuita al movimento di estrema destra. Postata il primo febbraio, è diventata subito virale. E rilanciata dalla pagina Kotiomkin, è stata condivisa da più di 10mila persone. Tra questi anche Paolo. Ma a lui quella frase – commentata con “Conigli!!!” – è costata trenta giorni di prognosi e la rottura del naso.


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