--
    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Terreni contaminati in località Pascolaro - Il viceprefetto di Viterbo Salvatore Grillo durante la commissione parlamentare d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti

“Rifiuti sotto terra, a Graffignano c’è un bomba ecologica”

Condividi la notizia:

Graffignano - Località Pascolaro

Graffignano – Località Pascolaro

Viterbo - Il viceprefetto Salvatore Grillo

Viterbo – Il viceprefetto Salvatore Grillo

Graffignano – “A Graffignano c’è una bomba ecologica”. Il viceprefetto di Viterbo Salvatore Grillo parla dei terreni contaminati in località Pascolaro durante la commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti.

Al presidente Alessandro Bratti (Pd), il viceprefetto spiega che a Graffignano “c’è una criticità molto importante in materia di rifiuti, datata 2007. In un’aria agricola a ridosso delle sponde del Tevere e stimata su circa 142 ettari di terreno, è stata evidenziata la presenza di rifiuti speciali, soprattuto grandi quantità di metalli pesanti”.

Grillo la definisce “a tutti gli effetti una bomba ecologica, perché per decenni i rifiuti sono stati interrati”. L’area finì al centro delle indagini della Forestale tra il 2006 e il 2007: 20mila tonnellate di rifiuti sversati, spalmati con le macchine operatrici e ricoperti dalla terra, come spiegò l’allora comandante del Nipaf di Viterbo Marco Avanzo al processo contro gli imprenditori imputati, i fratelli Nocchi.

La vicenda giudiziaria è finita nel dimenticatoio della prescrizione. Nei processi per traffico illecito di rifiuti è la regola: i tempi delle indagini, delle analisi e del processo raramente restano contenuti nel termine massimo dei sette anni e mezzo oltre i quali si sprofonda nell’abisso. 

Il colpevole è inesistente. Ma a dieci anni dalle indagini niente è stato fatto per rimuovere quei rifiuti dalla terra: la bonifica costa. Per Immacolata Amalfitano, dirigente dell’area 1 della prefettura di Viterbo, anche lei presente in commissione, ” ci vuole oltre un milione di euro solo per la caratterizzazione del sito. Il piano di caratterizzazione, però, ci darà contezza dell’effettivo danno ambientale, per poi procedere alla bonifica”.

Già i risultati delle analisi dell’Arpa, eseguite anni fa, non erano rassicuranti: il sostituto procuratore Stefano D’Arma ha contestato il traffico illecito di rifiuti non pericolosi, nessun disastro ambientale. Ma i fanghi e gli altri tipi di scarti sversati al Pascolaro sono stati interrati così in profondità da lambire le falde acquifere.


Condividi la notizia:
27 febbraio, 2017

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564Informativa GDPR