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“Trasfusioni, Riscaldati aveva l’obbligo di controllare”

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Tiziana Riscaldati [4]

Tiziana Riscaldati

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl [5]

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo – Il primario “Tiziana Riscaldati aveva l’obbligo di controllare l’esattezza dei resoconti contabili” delle trasfusioni a domicilio, redatti dall’infermiera Stefania Gemini. Lo scrive la Cassazione nella sentenza che da un lato conferma la sospensione dal servizio per l’infermiera Gemini e dall’altro rinvia al tribunale del Riesame gli atti su Riscaldati per un nuovo esame.

Dopo che il gip di Viterbo aveva respinto le richieste di misura cautelare della pm Paola Conti nei confronti delle due indagate, la procura era ricorsa al Riesame. Il tribunale della libertà, al contrario, dispone una sospensione di sei mesi sia per Gemini che per il primario Riscaldati: c’è il pericolo di reiterazione dei reati, perché “alla Asl di Viterbo – secondo il Riesame – c’è un radicato e diffuso malcostume”. I difensori ricorrono così in Cassazione.

Tra le eccezioni presentate alla suprema corte dall’avvocato Manlio Morcella, legale di Riscaldati, anche quella secondo cui il primario di medicina trasfusionale “aveva ‘vistato’ i riepiloghi delle prestazioni domiciliari predisposti da Gemini non avendo alcun motivo di dubitare della loro veridicità”. E’ un “paradosso – continua l’avvocato Morcella – individuare in Riscaldati il centro esclusivo di una posizione di garanzia e di controllo sull’operato di Gemini, riferibile invece principalmente ad altri uffici amministrativi”.

Ma per la Cassazione, la dirigente “non può trincerarsi dietro i resoconti contabili di Gemini perché, in virtù della carica dirigenziale rivestita, aveva l’obbligo di controllarne l’esattezza, operazione per altro facilitata dal sistema di rilevazione delle prestazioni domiciliari”.

Secondo l’accusa, Riscaldati “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso con l’infermiera Gemini, addetta alla predisposizione della liquidazione delle attività del centro trasfusionale, con artifizi e raggiri” avrebbe attestato “una falsa contabilità amministrativa per l’ottenimento di maggiori indennità sulla propria busta paga per il servizio di medicina trasfusionale a domicilio”.

Nelle sue motivazioni la Cassazione aggiunge che “riguardo al servizio di emotrasfusioni a domicilio, Riscaldati non aveva solo compiti dirigenziali di controllo ma compiti operativi, essendo impegnata personalmente nelle prestazioni in ‘coppia’ proprio con Gemini e che nel riscorso di Riscaldati affiora qualche ammissioni sull”eccesso di prestazioni della coindagata’”.

La Cassazione, nel respingere il ricorso dell’infermiera e condannandola al pagamento delle spese processuali, conferma i sei mesi di sospensione disposti dal Riesame e rinvia, limitatamente alle esigenze cautelari, al tribunale della libertà gli atti sul primario Riscaldati per un nuovo esame.



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