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Nepi - Ospizio lager - Al via l'udienza preliminare - Davanti al gup anche un terzo indagato, si tratta di un medico

Anziani schiaffeggiati, madre e figlia patteggiano

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Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi - Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo di Nepi – Anziani picchiati e insultati

Casa di riposo Nepi - Un anziano schiaffeggiato

Casa di riposo Nepi – Un anziano schiaffeggiato

Nepi – C’è anche un medico tra gli indagati per maltrattamenti agli anziani ospiti del presunto ospizio lager di Nepi sequestrato nell’autunno 2013 durante l’operazione “Barbarie”.  I corpi di quattro anziani deceduti nella casa di riposo furono addirittura fatti riesumare in seguito al blitz. All’epoca furono arrestate le due donne che gestivano  la comunità alloggio a gestione familiare “Serena Senectus” di Settevene.

Madre e figlia, di 74 e 55 anni, finirono ai domiciliari. Rispettivamente la titolare Rosalia Ceci e l’assistente Michelina Miseria. Del medico si è saputo solo all’avvio dell’udienza preliminare, ieri, davanti al gup Savina Poli. La sua iscrizione nel registro degli indagati è avvenuta in tempi successivi.

Le due donne hanno chiesto entrambe di patteggiare pene inferiori ai due anni – un anno e dieci mesi e un anno e sei mesi – che garantirebbero loro la sospensione della pena. Non ha fatto richiesta di riti alternativi il medico, per il quale la procura è intenzionata a chiedere il processo. Nel frattempo si sono costituiti parte civile i familiari delle presunte vittime. Ed è stato rivisto il capo d’imputazione, alla luce dell’incidente probatorio. Per cui il gup ha rinviato tutto a fine maggio (patteggiamenti compresi), su richiesta delle difese, per dare l’opportunità anche al dottore di valutare la possibilità di chiedere riti alternativi. 

Dall’incidente probatorio, concluso a maggio 2015, non è emersa alcuna relazione tra i maltrattamenti e la morte dei 4 anziani, uno successivamente al blitz, i cui corpi furono fatti riesumare per la superperizia.  Non una frattura. Non un’ecchimosi. Non una cicatrice. L’obiettivo era stabilire se ci fosse un nesso di causalità tra i maltrattamenti filmati dai carabinieri con delle microcamere nascoste e le morti sospette.

Nei filmati si vedono i 10 anziani ospiti, quattro non autosufficienti, presi a schiaffi e pugni, insultati o legati mani e piedi alla tavola durante i pasti.

Il giorno del blitz, furono trasferiti a Faleria con tre ambulanze, un pulmino, tre infermieri e un assistente sociale. La “Serena senectus” era finita nel mirino degli investigatori, dopo la segnalazione di un collaboratore, per la mancanza dei requisiti a lavorare come Rsa.


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30 marzo, 2017

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