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Appalti truccati, arresti bocciati dalla Cassazione

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Operazione Vox Populi - La forestale al comune di Acquapendente [3]

Operazione Vox Populi – La forestale al comune di Acquapendente

Acquapendente – Manette bocciate. Appalti truccati ad Acquapendente, la Cassazione annulla con rinvio al tribunale del Riesame le ordinanze di custodia cautelare del gip Stefano Pepe che lo scorso 17 ottobre hanno fatto finire agli arresti domiciliari gli imprenditori Fabrizio Galli e Marco Bonamici e i tecnici comunali Ferrero Friggi e Vincenzo Palumbo. Palumbo, in particolare, a causa della misura di custodia cautelare è stato sollevato dall’incarico di responsabile dell’ufficio tecnico del comune di Acquapendente. Incarico ereditato dal predecessore Friggi. Nel suo caso, una eventuale assoluzione aprirebbe la strada a risarcimenti.

Gli ermellini, ieri, hanno accolto le tesi dei difensori Claudia Polacchi ed Enrico Valentini, secondo i quali non c’erano gli estremi per disporre gli arresti dei quattro indagati per corruzione, turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Nel frattempo, proprio in seguito all’applicazione della misura, per i tutti e quattro gli indagati è stata accolta la richiesta di giudizio immediato. E solo a gennaio, in concomitanza con la prima udienza del processo, il collegio ha accolto la richiesta delle difese di revocare gli arresti domiciliari. 

In sostanza, se la Cassazione si fosse pronunciata prima, il processo avrebbe avuto un’altra sorte. E gli indagati non si sarebbero fatti tre mesi di domiciliari. La Cassazione, peraltro, ha annullato – per lui, senza rinvio – anche l’ordinanza che dispone la misura di custodia cautelare per il funzionario regionale Giorgio Maggi. “E’ stato sconfortante vedere pubblicati solamente alcuni stralci della richiesta di misura e dell’ordinanza cautelare estrapolati al solo fine di avvalorare acriticamente le tesi dell’accusa, omettendo completamente di evidenziarne invece le parti capaci di dare una lettura più obiettiva”, commentava l’avvocato Polacchi, preannunciando il ricorso in Cassazione. 

“Se la Cassazione avesse annullato l’ordinanza prima non ci sarebbe stato nemmeno l’immediato. La Cassazione che ci dà ragione sulle misure cautelari è veramente Alice nel paese delle meraviglie”, dice ora sarcastico l’avvocato Valentini.


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