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“Attilio ucciso per la seconda volta”

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Angela Gentile, mamma di Attilio Manca all'uscita dal tribunale [4]

Angela Gentile, mamma di Attilio Manca all’uscita dal tribunale

Attilio Manca con la madre Angela [5]

Attilio Manca con la madre Angela

Viterbo – “Hanno ucciso Attilio per la seconda volta”. Con un post su Facebook Angela Manca, la mamma del medico siciliano trovato cadavere nel suo appartamento alla Grotticella, commenta la sentenza del tribunale di Viterbo. Ieri il giudice Silvia Mattei ha condannato a cinque anni e quattro mesi di carcere [6] Monica Mileti, la 50enne romana accusata di aver ceduto all’urologo dell’ospedale di Belcolle la dose di eroina che lo uccise nel 2004.

“E’ un giorni di liberazione – scrive la signora Manca -. Finalmente dopo 13 anni di umiliazioni, di verità nascoste e negate, di ricostruzioni fantasiose possiamo dire che è finita; ci siamo liberati della procura di Viterbo. Certo che, anche se me lo aspettavo, ho una grande amarezza nel cuore, ma la procura di Viterbo ha sempre sostenuto l’accusa nei confronti di Attilio e con questa sentenza lo ha ucciso per la seconda volta, cercando di togliergli anche la dignità di Uomo e la serietà di professionista serio e stimato.

Ha preferito prendere per buone le dichiarazioni di Ugo Manca (il cugino di Attilio, ndr) e dei barcellonesi a lui vicino, con i quali ci sono state frenetiche telefonate dopo la morte di Attilio, e non ha tenuto in considerazione le dichiarazioni di amici e colleghi laziali di Attilio, con alcuni dei quali, come il professor Ronzoni o il dottor De Vecchis c’era una frequenza e un’amicizia decennale.

Attilio è partito per Roma all’età di 18 anni. Ebbene gli accusatori barcellonesi di Attilio sono gli stessi che, sentiti dalla polizia giorni dopo la sua morte, hanno dichiarato che Attilio non aveva mai fatto uso di droga, per poi cambiare versione e ritrattare non appena si è parlato di delitto di mafia legato al tumore alla prostata di Bernardo Provenzano”.

Per la famiglia Manca quello a Mileti è stato un “processo-farsa”. Per loro la morte di Attilio è stato un delitto di mafia: il medico è stato eliminato dopo aver visitato e curato il boss della mafia Bernardo Provenzano. Ma questa tesi non ha trovato conferma nelle aule di giustizia.

“Abbiamo assistito a insabbiamenti e a esibizione di prove false, che per noi hanno rappresentato dei depistaggi – continua Angela Manca -. Siamo stati estromessi dal processo, non sono state tenute in considerazione le dichiarazioni di 4 pentiti che collegano l’uccisione di Attilio al tumore alla prostata di Bernardo Provenzano. Adesso ripongo fiducia e speranza nel dottor Pignatone che ha aperto un fascicolo per omicidio, anche se da parte di ignoti, in base alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Sono fiduciosa perché la verità su Attilio è tutta fuori e per comprendere che non è morto per overdose basta solo guardare quelle foto scattate dalla scientifica.

Io e la mia famiglia non ci arrenderemo mai. Anzi, da oggi continueremo a lottare con più forza, sperando di poter vedere quel giorno in cui al nostro amato Attilio venga del tutto restituita quella dignità di Uomo e di professionista serio e stimato quale era”.


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