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Tuscania - Il sindaco Bartolacci illustra alcuni punti della delibera per l'assegnazione degli alloggi

“Case popolari prima a residenti da più di venti anni”

di Paola Pierdomenico

Fabio Bartolacci

Fabio Bartolacci

Tuscania – “Case popolari prima a residenti da più di venti anni”. Fabio Bartolacci va fiero del provvedimento portato in consiglio comunale che rivede i parametri per l’assegnazione degli alloggi. Nella delibera, sono stati presi in considerazione, in particolare, casi di inabilità con novità soprattutto per i residenti.

Sulla questione, per il sindaco, c’è solo un neo che riguarda l’assegnazione delle case ai nuclei famigliari, specie quelli piccoli. La Regione, per Bartolacci, deve rimetterci mano.

“Abbiamo rivisto il regolamento per l’assegnazione degli alloggi popolari – dice il sindaco Bartolacci -, portando il provvedimento in consiglio comunale con particolare attenzione per certe situazioni che tengono conto dei cambiamenti della società attuale.

Abbiamo aumentato e ridefinito in maniera più precisa i parametri per i casi di inabilità, classificandoli in tre fasce: 0-74%, 75-100% e con accompagno, per riconoscere problematiche oggettive con una possibilità di assegnazione superiore, per alcuni, rispetto ad altre situazioni. Abbiamo anche pensato di diminuire e modificare il discorso degli sfratti che, in alcuni casi, non sono ben definibili”.

Poi una novità. “E’ il nuovo coefficiente riguardo alla residenza nel nostro territorio, che, per me, è l’aspetto più importante. Ora, per chi è residente nel comune di Tuscania da dieci anni, e ha quindi 10 punti, può aumentarli di uno ogni anno fino a un massimo di venti.

Secondo noi, è un modo per evitare che, spesso e volentieri, le assegnazioni siano fatte a chi viene da uno o due anni. A Tuscania, infatti, c’è un numero elevato di alloggi, oltre 500, e si era diffuso il passaparola per cui bastava venire qui, aspettare un anno per poi ottenere la casa. Adesso, invece, nella maggioranza dei casi, l’assegnazione è fatta a chi è residente da lungo tempo sul nostro territorio.

Il provvedimento è stato pensato e studiato a lungo in commissione e va in linea, non solo con le esigenze del nostro territorio, ma di tutta l’Italia. Andava fatto”.

Ma per Bartolacci, c’è un aspetto su cui dover ancora lavorare. “La Regione Lazio deve mettere mano alla legge regionale, perché ancora oggi, le assegnazioni tengono conto del numero del nucleo famigliare e, nella maggioranza dei casi, quelli italiani sono di tre o al massimo quattro persone. Quelli superiori sono per lo più stranieri.

Questo comporta che gli alloggi standard, e cioè quelli oltre i 76 metri, vengano sempre prioritariamente assegnati alle famiglie grandi. La Regione deve tenere conto di questa evoluzione e, a parere mio, deve modificare i parametri mettendo in condizioni di ottenere una casa anche quei nuclei piccoli, che spesso sono composti da vedove o donne separate con figli a carico, e che non riescono ad averle perché, per loro, gli standard abitativi sono per case da 35 metri. Non spetta al Comune, ma alla Regione, che su questo tema è l’unica a poter legiferare. Deve metterci mano”. 

Infine: “Per Tuscania – conclude Bartolacci -, rifaremo le procedure per le nuove domande e la graduatoria sarà composta nei primi posti da residenti nel nostro comune da oltre venti anni. Un modo intelligenti per dare alloggi senza discriminare nessuno”.

Paola Pierdomenico

20 marzo, 2017

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