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Come eravamo - Svedania Savarese racconta la splendida storia di tre uomini

“Italia-Olanda, amicizie senza età e frontiere”

Come eravamo - L'amicizia fra l'olandese George e gli italiani Alfio e Marcello

Come eravamo – L’amicizia fra l’olandese George e gli italiani Alfio e Marcello

Come eravamo - L'amicizia fra l'olandese George e gli italiani Alfio e Marcello

Come eravamo – L’amicizia fra l’olandese George e gli italiani Alfio e Marcello

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Nel 1960 arrivò in Olanda, a Dordrecht, un lavoratore immigrante italiano, Alfio Lorenzini. Veniva da Pescia Romana, un piccolo paese del Lazio.

Trovò lavoro presso Schram, un cantiere navale a Hendrik- Ido- Ambacht.

Non gli fu facile inserirsi, ma presto fece amicizia con George Kroonen, grazie alla passione per l’opera che i due condividevano. Giacchè gran parte delle opere è in italiano, George si servì di lui per farsi dire di che cosa trattavano. Si può proprio dire che fu l’opera a legare i due amici per sempre.

Inoltre lavorarono più volte insieme, il che rafforzò la loro amicizia. Certo non si sarebbero mai potuti immaginare che quell’amicizia sarebbe andata avanti per generazioni.

Un bel giorno ad Alfio venne l’idea di andare in vacanza in Italia con George, Sonia e i loro figli. Siamo nota bene negli anni sessanta, tempi in cui un semplice manuale non poteva permettersi di andare in vacanza all’estero. Fare lavoretti extra e risparmiare furono assolutamente necessari per intraprendere la grande avventura.

Alfio, che nel frattempo si era sposato con un’olandese, voleva far vedere la “sua” Italia all’amico. Era arrivato in Olanda in treno, ed ora tornava in Italia in macchina. Il viaggio iniziò dopo aver caricata la macchina di tutti gli attrezzi e i pezzi necessari a mettere insieme e a smontare un’auto.

Dopo più di 40 ore e dopo aver sbagliato più volte strada, raggiunsero infine la fattoria della madre di Alfio. Fu allora che nacque il grande amore per l’Italia. Il momento in cui la madre si gettò piangendo di gioia nelle braccia del figlio che non aveva visto da tanto tempo fu struggente.

Non solo l’ospitalità ma anche la semplicità della vita formarono la ricetta ideale per una splendida vacanza.

La sera del primo giorno venne servita in tavola una gallina che al loro arrivo razzolava ancora sull’aia; questo e la pasta fresca che, modellata con l’aiuto di una forchetta, era stata messa ad asciugare sulla spalliera di una sedia, formarono impressioni che rimasero a lungo nella memoria degli ospiti. Anni e anni trascorsero le vacanze in Italia, dove nacquero nuove amicizie.

Anche Marcello Fracassi, un cugino di Alfio, divenne amico di George. Marcello era un tipo sui generis che non sempre si atteneva alle regole, il che faceva disperare sua moglie Teresa, una vera donna italiana che passava gran parte del tempo a cucinare in modo divino.

Per noi, suoi ospiti, preparava come nulla fosse dei piatti che al giorno d’oggi solo in un buon ristorante italiano si possono assaporare. Marcello, al contrario, non combinava niente di buono. Di conseguenza nascevano fra i due certe baruffe, a cui noi non eravamo abituati in Olanda. Era insomma un modo di vivere anticonformista che si addiceva non solo a quei tempi, ma a dir la verità anche a noi.

Purtroppo la vita non porta solo cose belle. Nel 1974 Alfio morì inaspettatamente, lasciando moglie e due figli. Fu un colpo per chiunque l’avesse amato. Ciò nonostante, le vacanze in Italia continuarono. Anzi, dividere il dolore con gli amici fu un toccasana.

Vacanze sul camping Pioneer Etrusco a Montalto di Castro con figli in età puberale contribuirono a rafforzare ancora di più l’amicizia fra Marcello e Giorgio. Anche i partner dei figli si unirono a loro, e cosi nacquero nuove amicizie, come quella indimenticabile con Vittorio Croce: da lui chiunque è benvenuto e viene accolto in ogni momento con affetto.

Il 1999 fu un anno fatale per George, che aveva problemi cardiaci. Come purtroppo già predetto dai medici, non sopravvisse alla difficile operazione a cui dovette venir sottoposto. Da allora le vacanze non furono più le stesse.

Le amicizie nate col tempo si sono protratte per generazioni. Ora siamo già arrivati alla quarta generazione. Cinquant’anni e diversi matrimoni e nascite più tardi, ci rechiamo tuttora con gran piacere nel paese in cui tutto ebbe inizio. Un lavoratore immigrante di un paesino italiano è stato, senza saperlo, il legame che ha unito tante persone in amicizia, persone che hanno condiviso fra di loro gioie e dolori.

Il 22 di aprile a Montalto di Castro si farà una gran festa con i figli, i nipoti e i bisnipoti di George e Sonja e con tutti i nostri amici italiani, fra cui Marcello che ha 82 anni e Vittorio che ne ha 80.

I prossimi anni nasceranno nuove amicizie ma sparirà una generazione, tutte persone che però non dimenticheremo mai ma rimarranno per sempre nel nostro cuore.

Svedania Savarese


Come eravamo

Con la rubrica Come eravamo pubblichiamo foto d’epoca che ci sono state inviate dai lettori di Tusciaweb.

Lo scopo, oltre a dare visibilità a memorie del passato, è anche quello di raccogliere fotografie o audiovisivi d’epoca, che descrivono luoghi o raffigurano personaggi della Tuscia, o che abbiano attinenza con il nostro territorio, per ricordare come eravamo, per mettere in risalto i cambiamenti e i segni del tempo.

Quello che cerchiamo sono foto di vita vissuta, di luoghi, di eventi.

Un’iniziativa utile anche per costituire un archivio, una memoria storica audiovisiva collettiva, che tutti potranno vedere e consultare on-line.

Per partecipare all’iniziativa basta inviare le proprie foto a Tusciaweb (indirizzo email: redazione@tusciaweb.it oppure via whatsapp al numero 338/7796471) con nome e cognome della/e persona/e ritratta/e nella/e foto e una breve descrizione dello scatto.

Chiediamo anche il nome e cognome di chi invia le immagini, specificando se si vuole essere citati nell’articolo, facendo riferimento all’iniziativa “Come eravamo”.

Va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico. Sugli scatti sarà apposta la dicitura ‘tusciaweb copyright’.

Il nostro obiettivo futuro, se l’iniziativa funzionerà, è di organizzare una raccolta di immagini viterbesi, una collezione pubblica, di considerevole valore storico-culturale, salvaguardata, valorizzata, catalogata e digitalizzata.

Un modo piacevole per rivivere insieme ai lettori i momenti più belli di come eravamo nel nostro territorio e nella nostra provincia.

Un caro ricordo, rimasto per anni nel cassetto, può essere rivissuto, così, pubblicamente attraverso le vostre foto, i vostri disegni e i vostri video inviandoli a Tusciaweb.

Puoi riprodurre le tue foto con un po’ di attenzione anche con il tuo telefonino.

20 marzo, 2017

Come eravamo 2017 ... Gli articoli

  1. Il matrimonio Mazzi - Scipinotti a San Michele in Teverina
  2. Scuola elementare Monachelle, classe terza del maestro Ricci
  3. Frutta e verdura da Alessandro Curti e la Sora Peppa
  4. Il bar di Lello al Pilastro
  5. Mecuccia la fornara
  6. Madre e figlio in via Roma nel 1947
  7. Pausa pranzo a porta Fiorentina
  8. Don Gabriele in processione coi bambini della prima comunione
  9. Sfilata con la fanfara dei bersaglieri in piazza del Comune
  10. Due sposi a Vignanello nel 1948
  11. Don Oreste Guerrini con i bambini della prima comunione
  12. Alfio Pannega al Carnevale di Viterbo
  13. Mamma e bimbo a spasso a Corso Italia
  14. Il giorno della prima comunione
  15. Anche Viterbo aveva il suo Carnevale...
  16. Coppia alle Terme negli anni Settanta
  17. Coppia alle Terme negli anni Settanta
  18. Un gruppo di bambini negli anni '30
  19. Una giornata in campagna nel 1959
  20. La minimacchina di S. Rosa del centro storico nel '67
  21. Famiglia negli orti di via San Clemente
  22. Giuseppe Fioroni, Giulio Andreotti e François Mitterrand
  23. Madre e figlia al bar di Villa San Giovanni in Tuscia
  24. Bambina con carrozzino in via Faul
  25. Due viterbesi negli anni sessanta
  26. Un pianoscaranese doc nel 1948
  27. Due sposi viterbesi in viaggio di nozze
  28. Due sorelline festeggiano san Matteo
  29. Due bambine a scuola nel 1955
  30. Quattro ciclisti allo stadio della Palazzina
  31. Un bambino di 4 anni nel 1949
  32. Foto di gruppo con don Oreste Guerrini
  33. Il collegio San Giuseppe di Bagnoregio nel 1960
  34. Famiglia a Porto Clementino nel 1955
  35. Un bambino e un'asinella
  36. Due novelli sposi nel 1947
  37. La terza elementare con il maestro Ricci
  38. Un bambino gioca con la neve
  39. Una famiglia a Zepponami negli anni '30
  40. Donne in via Pio Fedi
  41. Berlusconi, Tajani e Marini vicino all'urna di santa Rosa
  42. Famiglia nei castagneti dei Monti Cimini
  43. Una famiglia a spasso a pratogiardino Lucio Battisti
  44. Quarta elementare alla scuola le monachelle
  45. Ivana Lanzi a Fiescole
  46. Una bella ragazza al bullicame nel 1965
  47. Salvatore Sapio a Bengasi il 22 ottobre 1942

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