__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

L'irriverente

Politica, “sangue e m…” circo e guerra

di Renzo Trappolini

Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer

Aldo Moro

Aldo Moro

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini

Viterbo – Se è vero che la politica è spettacolo nella forma e guerra nella sostanza, le vicende Pd a cavallo del Festival di Sanremo da un lato e alla vigilia di Carnevale dall’altro, lo confermano giustificando anche l’altra più cruda ma efficace definizione dell’antico ministro di Craxi, Rino Formica, che parlava di “sangue e mer…”.

Insomma, il circo, compreso quel che lasciano le bestie che vi si esibiscono…

Ma guerra e sangue restano inscindibili dalla rappresentazione e poco potranno, anche stavolta, i venti che portano scissioni a sinistra, dove questo esercizio è storia antica. Come al congresso di Livorno che sancì la scissione tra comunisti e socialista, quando, è stato ricordato, un Gramsci della “ditta” di Bersani a fronte ad un Turati…

Renzi (absit injuria verbis) scrisse: “Prenda Turati il cadavere del fu partito (democratico) e se ne faccia sgabello per la sua ambizione”.

Rimarranno dunque i postumi di una guerra, disgraziata come tutte le guerre, che infrangono il grande sogno attribuito a Berlinguer e Moro, quello dell’”alternanza” che un incauto connubio nel Pd tra ex Dc, ex Pci ed ex apolidi ha cancellato.

Il sangue della disoccupazione e della crescita più bassa d’Europa, un fatto che non è più solo politico ed economico perché il “lavoro” da fondamento della Repubblica, da diritto primario si è trasformato in merce da comprare a chi la vende a prezzi più bassi.

E’ la globalizzazione, dicono, ma è anche la fine della cultura occidentale e della sua ricchezza con le grandi fabbriche e banche italiane ormai comprate, come il nostro debito e le squadre di calcio, da quegli astuti commercianti che sono gli orientali perché il nostro “capitale” non ha i soldi per sostenerle e l’immigrazione incontinente loro sanno gestirla..

Gianni Agnelli che seppur con molti soldi dello Stato mantenne la Fiat in Italia, diceva che per governare l’economia bisogna comandare ma, per farlo in democrazia, occorre il consenso e lui con Lama segretario Cgl trovò importanti intese.

Purtroppo molti politici che non conobbero entrambi cercano il consenso solo lisciando il pelo dalla parte dell’ istinto clientelare dell’elettore: quello che Guido Carli vedeva all’origine della “impotenza dell’autorità, il decidere, cioè, senza realizzare”.

Intanto, i ritratti in bianco e nero di Berlinguer e di Moro restano appesi nel Pantheon del Pd.

Renzo Trappolini

5 marzo, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564