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Chef a processo - Lei lo lascia e lui la riempie di sms

“Torna con me o diffondo i tuoi video porno”

Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

L'avvocato Carlo Taormina

L’avvocato Carlo Taormina

L'avvocato Fausto Barili

L’avvocato Fausto Barili

L'avvocato Giovanni Labate

L’avvocato Giovanni Labate

Viterbo – Lei lo lascia e lui, per vendetta, non solo le nasconde la coca in auto accusandola di spaccio e facendola arrestare, ma la riempie anche di telefonate, mail e sms: “Torna con me o metto i tuoi video porno sul web”. I messaggi sono stati tutti acquisiti dai carabinieri di Bagnoregio, dove la vittima, 24 anni, vive. La giovane si è rivolta agli uomini dell’arma per sporgere denuncia, insieme al padre, dopo che vennero dati alle fiamme i cassonetti dei rifiuti sotto casa dei genitori, mentre erano a messa la notte della vigilia di Natale 2014. Per l’accusa ad appiccare il fuoco è stato sempre lui: il noto chef 43enne di Capodimonte arrestato il 30 dicembre 2015 e poi finito a processo. Difeso dagli avvocati Carlo Taormina e Fausto Barili, deve rispondere di stalking, calunnia, detenzione di stupefacenti e danneggiamento.

La 24enne, costituita parte civile tramite l’avvocato Giovanni Labate, conosce l’uomo nel 2008: lei era una studentessa minorenne dell’alberghiero di Bolsena, lui il suo professore di cucina. I due iniziano una relazione che si conclude nel 2014. Ma lo chef non si rassegna e inizia la “persecuzione”, come l’ha definita in aula il padre della giovane vittima, anche lui finito nel ‘mirino’ nel 43enne, come tutta la sua famiglia. “Ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini di vita – spiega l’uomo al giudice Silvia Mattei -. Non eravamo più sereni, abbiamo dovuto installare un sistema d’allarme, telecamere e videosorveglianza in casa. Inviava mail e messaggi di minaccia, telefonate: per due volte mia figlia ha dovuto cambiare scheda e numero telefonico. Mi inviava foto di attrici porno nude con sopra la faccia di mia figlia, minacciando di pubblicare dei suoi video porno”.

Per tre mesi il padre è stato costretto a far ‘rifugiare’ la 24enne a Firenze, a casa di una cugina. Poi è tornata ed è scattato l’arresto per droga. Lo chef, infatti, l’aveva accusata di essere una narcotrafficante, coinvolta in un giro di droga tra la Tuscia e l’Umbria, con canali di rifornimento nella Capitale. Troppo per non insospettire i carabinieri che, coordinati dai pm Massimiliano Siddi e Stefano D’Arma, lo hanno inchiodato alle sue responsabilità: era stato lui a comprare la cocaina a Roma e nasconderla nella macchina dell’ex.

20 marzo, 2017

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