__

    Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • Wikio IT
    • YahooMyWeb
    • MySpace
    • Y!GG
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Evasione fiscale - Operazione Red Zoll - Azzerato il processo alla coppia di imprenditori del settore automobilistico

Fratelli Marchetti, giudizio immediato addio

I fratelli Elio e Catia Marchetti

I fratelli Elio e Catia Marchetti

 

Gli avvocati di Marchetti Roberto Massatani e Marco Valerio Mazzatosta

Gli avvocati Roberto Massatani e Mazzatosta

 

L'avvocato Francesco Massatani

L’avvocato Francesco Massatani

Viterbo – (sil. co) – Evasione fiscale milionaria sule auto di lusso d’importazione, azzerato il processo ai fratelli Elio e Catia Marchetti. Alla fine l’hanno spuntata i difensori Marco Valerio Mazzatosta, Roberto e Francesco Massatani.

Il giudice Silvia Mattei ieri ha sciolto la riserva, dichiarando la nullità del decreto di giudizio immediato del luglio 2014 e rinviando tutti gli atti al gip.

Il giudice, in pratica, ha bocciato la richiesta di giudizio immediato cautelare accolta dal giudice delle indagini preliminari in quanto lesiva dei diritti della difesa. “Una nullità di ordine generale”, come ha puntualizzato il magistrato, disponendo la regressione al grado in cui è stato fatto il decreto nullo.

Ergo, stavolta è davvero tutto da rifare. 

I due fratelli, noti imprenditori del settore automobilistico, titolari all’epoca di una concessionaria in via della Palazzina, furono arrestati nell’operazione Red Zoll dalla Polstrada nell’estate 2014 con l’accusa di avere evaso 6 milioni di Iva sulle auto di lusso importate dall’estero.

Il colpo di scena è arrivato a distanza di quasi tre anni. Secondo le difese il decreto di giudizio immediato sarebbe viziato in maniera insanabile.

“Nessun riferimento alla possibilità di ricorrere a riti alternativi, come l’abbreviato o il patteggiamento. Nessun riferimento alla possibilità di rientrare nel beneficio della messa in prova”,  hanno sottolineato Francesco Massatani e Mazzatosta lo scorso 3 febbraio, sollevando l’eccezione.

Catia Marchetti finì in carcere a Civitavecchia, Elio Marchetti a Mammagialla. Rimasero ai domiciliari fino a Natale. 

Il processo sarebbe dovuto ripartire a gennaio 2016 davanti al giudice Rita Cialoni, dopo il trasferimento del predecessore Eugenio Turco a Belgrado, in missione per l’anticorruzione. Rischia invece di dover ripartire, chissà quando, dall’udienza preliminare.

Inutile l’opposizione del sostituto procuratore Fabrizio Tucci. Il giudice Mattei ha dato ragione alla difesa. Adesso il gip potrebbe decidere a sua volta, a fronte di un eventuale vizio insanabile, come sembra, di restituire gli atti al pubblico ministero.

Giudizio immediato addio. I fratelli Marchetti potrebbero quindi ricevere il classico avviso di fine indagine, in gergo giuridico il 415 bis, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio. Dopo di che possono, se credono, chiedere di ricorrere a riti alternativi, tra i quali la messa in prova che, se superata, comporta l’estinzione del reato. 

Altrimenti udienza davanti al gup e, in caso di rinvio a giudizio, processo col rito ordinario. Tutto da rifare.

Lo stop arriva quando il giudizio immediato era giunto ormai in fase avanzata. Erano stati sentiti 11 testimoni e si era arrivati all’udienza del contraddittorio tra i periti delle parti. 

Fuori dal processo i commercialisti romani Bruno e Luca Giordani, anche loro finiti ai domiciliari, ma che hanno scelto riti alternativi. Furono indagati invece a piede libero, altri otto soggetti, tra i quali due viterbesi già arrestati per reati analoghi nel 2008, due gestori di agenzie di pratiche auto di Viterbo e San Sepolcro e diversi prestanome, tra cui un detenuto di Regina Coeli e un ospite di un centro di accoglienza sulla Tiburtina, assoldati per 50 euro a firma.

20 aprile, 2017

Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564