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Corte d'assise - Parapiglia, muore anziano - Nessun dubbio per il medico che ha eseguito l'autopsia - Processo lampo, a giugno la sentenza

“Infarto fulminante a causa dell’aggressione al bar”

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Viterbo - Tribunale

Viterbo – Tribunale

Ischia di Castro – Processo lampo davanti alla corte d’assise. E’ quello al nigeriano – a suo tempo residente a Ischia di Castro e oggi irreperibile – accusato di omicidio preterintenzionale, per il decesso di un 65enne. L’anziano, cardiopatico, è morto d’infarto a distanza di qualche ora da una lite al bar. Il processo, iniziato il 27 gennaio, si concluderà già a giugno con la sentenza.

Nessun testimone per la difesa. L’istruttoria si è chiusa ieri con l’ultimo teste dell’accusa, la dottoressa Maria Rosaria Aromatario, il medico legale della Sapienza di Roma che ha eseguito l’autopsia per la procura sul corpo di Benedetto Giovannoni.

Davanti ai due giudici togati, ai sei giudici popolari e al sostituto procuratore Eliana Dolce, ha illustrato la relazione in seguito alla quale per l’imputato è scattata l’accusa di omicidio preterintenzionale. 

Il 65enne sarebbe stato spintonato e schiaffeggiato dal nigeriano, mentre con il figlio e il fratello stava difendendo la barista del paese, una parente, dopo che l’imputato che, in stato di ubriachezza, aveva seminato il parapiglia nel locale. 

L’uomo è deceduto nel primo pomeriggio del 6 ottobre 2013 mentre si stava recando in macchina presso la locale stazione dei carabinieri per denunciare l’aggressione da parte dell’extracomunitario. Secondo il medico, sarebbe deceduto a causa dello stress psico-fisico dovuto all’aggressione. 

Una tragedia nella tragedia, la morte, neanche un anno dopo, del fratello nelle stesse circostanze. “Anche lui era alla guida della sua auto quando ha avuto un malore, ha fatto appena in tempo ad accostare ed è morto di infarto”, ha spiegato alla corte il difensore del nigeriano, Luigi Mancini, ipotizzando una familiarità e chiedendo di acquisire la cartella clinica del consanguineo defunto. 

Ma la corte ha detto no, di fronte alle certezze dell’autopsia. Nessun dubbio per la dottoressa Aromatario. “Il 65enne è stato ucciso da un evento cardiovascolare ischemico acuto – ha detto – una morte sopraggiunta rapidamente, per un evento traumatico recente. La vittima soffriva di cardiopatia ischemica e di ateriosclerosi con stenosi dei tre principali vasi coronarici. Ma la morte è stata provocata dall’emorragia dovuta all’improvvisa  rottura di una placca. E questo evento, vista l’aggressione, è plausibile sia stato provocato dallo stress fisico e psichico che ne è derivato”.


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4 aprile, 2017

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