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Viterbo - Primarie Pd - Sulla scelta dei nomi in lista per la mozione Renzi e l'esclusione del consigliere, Antonio Rizzello dice la sua

“La candidatura di Serra è stata ritirata”

di Giuseppe Ferlicca

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Antonio Rizzello

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Viterbo – Il ticket Ciambella – Egidi era il migliore che il Pd potesse esprimere per la mozione Renzi. Primarie Pd, Antonio Rizzello dà la sua versione sulla scelta dei nomi in lista e sull’esclusione di Francesco Serra, perché il suo nome è stato ritirato.

Il 30 aprile si avvicina, come sta procedendo il lavoro per la mozione?
“Dopo la prima fase del congresso e la formazione della lista a sostegno di Renzi, abbiamo attivato comitati nei comuni, con iniziative soprattutto al di fuori del partito, aperte e tematiche, rivolte alla cittadinanza. Mettiamo a disposizione della comunità, i contenuti della mozione Renzi”.

Con Renzi che ha la vittoria in pugno, non temete che la gente, piuttosto che alle urne vada al mare?
“Il nostro impegno prioritario è portare più persone possibile alle primarie del 30 aprile. Auspichiamo che possa esserci il maggior numero di partecipanti, perché sono un momento fondamentale di democrazia e devo dire, unico in Italia, se guardo allo scenario degli altri partiti”.

In lista, a Viterbo al primo posto per Renzi c’è Luisa Ciambella e poi Andrea Egidi. Come siete arrivati alla scelta?
“Puntiamo a ottenere il miglior risultato possibile, quindi abbiamo messo in campo il miglior ticket in questo momento. Ciambella capolista, per il ruolo che riveste, è vice sindaca al comune di Viterbo, ha capacità e con un ruolo riconoscibile non solo a Viterbo. Poi il segretario di federazione, con una storia personale e un ruolo, che ne fanno una figura assolutamente di altrettanto prestigio in termini di consenso. I due nomi sono la prova che non ci siamo cullati sul brand Renzi, ma che invece, abbiamo messo pensato a schierare al meglio candidati in lista”.

C’era un altro nome, il consigliere Francesco Serra, renziano della prima ora, ma è rimasto fuori. Come mai?
“Io credo che l’argomento in base al quale si continua a distinguere renziani della prima da quelli della seconda o terza ora, sia ormai da accantonare. La scelta di sostenere Renzi è sincera e condivisa da sensibilità e storie diverse. Non credo che ci sia qualcuno che possa ancora oggi pretendere d’avere un “pedigree” migliore rispetto ad altri. Non è il tempo che fa la differenza, è un argomento che non amo”.

Ma Serra è rimasto fuori. Perché?
“Francesco Serra ha un indiscutibile valore personale e politico che nessuno può mettere in discussione”.

Eppure, come asserito da Sandro Mancinelli, è stato tagliato fuori. Tanto da parlare di un torto da riparare.
“Mi stupisce che l’assenza della candidatura sia lamentata da chi, dopo avere proposto il ruolo di capolista per la mozione, poi abbia ritirato dal tavolo la candidatura stessa”.

Sta dicendo che Serra non è in lista perché è stato Mancinelli a ritirare la candidatura?
“Quando ci siamo trovati a discutere dei criteri, Mancinelli ha portato il nome di Serra capolista, in quanto renziano della prima ora, una figura simbolica del renzismo a Viterbo. Sia io che Alessio Trani di Piazza Democratica abbiamo condiviso e accettato le proposta. Salvo poi vedere ritirata la candidatura da parte di Mancinelli e avanzare un criterio alternativo, quello del peso politico delle varie componenti, nella fase dei congressi di circolo. Criterio che ha prodotto la lista ufficiale. In base all’apporto numerico, il primo posto è andato correttamente a Ciambella. La sua area è la più forte e al secondo posto, al segretario della federazione provinciale”.

Ma Ciambella è capolista perché la zona Popolare, Fioroni, quel posto lo rivendica in quanto gruppo più importante in termini di consensi. La scelta era magari sul secondo posto, quindi andato a Egidi. O no?
“Se il criterio è il renzismo della prima ora, poteva produrre Serra capogruppo. Se si sceglie l’apporto in termini di consenso di ciascuna area, questo è l’esito. Ciambella – Egidi è il ticket migliore. Lei rappresenta la massima espressione amministrativa non solo per l’area Fioroni, ma dell’intero Pd, essendo vice sindaca al capoluogo. Su Egidi è arrivata una richiesta dal nazionale ed è il segretario di federazione. E comunque, massima carica all’interno del partito. Un ticket coerente con il contenuto della mozione Renzi”.

Egidi candidato, ma non si è mai misurato con il voto, è l’accusa di Mancinelli. Come la vede?
“Con tutto il rispetto che ho per la persona e la figura politica di Mancinelli, ritengo che siano assolutamente di cattivo gusto valutazioni personalistiche legate a singoli candidati. Se il piano è questo, che devo dire? Mancinelli è stato eletto al comune di Viterbo due volte e ricordo lo sforzo di tutti affinché raggiungesse la soglia per entrare in consiglio comunale. Nessuno secondo me può accampare voti personali. Ognuno, quando si candida, ha voti oltre la propria persona”.

Però Egidi questa prova non l’ha mai sostenuta.
“Egidi in questi anni non si è candidato in questi anni, perché ha messo a disposizione la propria competenza politica in un percorso differente, segretario di federazione. Non lo ritengo minore rispetto ad altri ruoli. E in questi anni ci sono stati diversi risultati. Abbiamo cinque parlamentari, due consiglieri regionali, governiamo i principali centri, Tarquinia, Viterbo, Civita Castellana, abbiamo ampliato il nostro seguito elettorale. E mentre altrove è avanzato il Movimento 5 stelle, a Viterbo siamo riusciti a contenerlo. Con Panunzi in regione e Michelini al comune. Penso che Mancinelli abbia argomenti più importanti da mettere in campo”.

A Viterbo la mozione la Orlando sembra ben organizzata, vi aspettate qualche sorpresa dal risultato?
“È importante l’impegno di tutti, compreso quello di chi sostiene l’altra mozione. Indiscutibilmente, mettono in campo personalità importanti, a partire dal capolista Enrico Panunzi, che in questi anni ha fatto molto per il territorio. Ci sono spessore e forza politica. Da parte nostra, puntiamo al fatto che l’elezione è legata alla candidatura a segretario nazionale Pd di Matteo Renzi, che per noi rappresenta la visione più inclusiva e al passo coi tempi. Un plusvalore che ci consentirà di avere la risposta positiva che ci aspettiamo”.

Giuseppe Ferlicca


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23 aprile, 2017

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