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Tribunale - Disposta perizia psichiatrica sul medico della Asl sospeso dal servizio - Avrebbe palpeggiato quattro vittime durante la visita ambulatoriale

Mano morta sulle pazienti, al via il processo all’oculista

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Un'aula di tribunale

Il tribunale di Viterbo

 

L'avvocato Roberto Massatani

L’avvocato Roberto Massatani

Viterbo – Mano morta sulle pazienti, al via il processo all’oculista presunto molestatore seriale. E’ il medico in servizio alla Cittadella della salute sospeso dal servizio a novembre 2015 dopo che diverse pazienti lo avevano segnalato alla direzione della Asl con l’accusa di fare il cascamorto e allungare le mani sulle pazienti durante la misurazione della vista.

Assistito dall’avvocato Roberto Massatani, il professionista è comparso ieri per la prima volta davanti al gip Stefano Pepe per essere giudicato con l’abbreviato. Rito che gli consentirà, in caso di condanna, lo sconto di un terzo della pena.

Al termine dell’udienza, che si è tenuta rigorosamente a porte chiuse, il gip ha accolto la richiesta di sottoporre l’imputato a perizia psichiatrica, rinviando la discussione al prossimo mese di ottobre.

Il medico, un 66enne falisco, avrebbe approfittato del camice bianco per palpeggiare almeno quattro vittime, con la scusa di sistemarle meglio sullo sgabello, infilando le mani dappertutto e arrivando in un caso a calarsi i pantaloni, convinto di poter andare oltre.

Titolare delle indagini la pm Paola Conti che, chiedendo il giudizio immediato, gli ha contestato la violenza con una doppia aggravante: la minorata difesa delle vittime, in soggezione davanti al dottore, a l’aver approfittato di loro durante la visita.

Quattro le denunce formalizzate da altrettante presunte vittime, in seguito alle quali l’oculista è stato sospeso non solo quale medico specialista ambulatoriale a tempo indeterminato alle dipendenze della Asl, ma anche da tutte le attività inerenti.

Recidivo, già nel 2012 era stato sospeso per un mese dal servizio in seguito a un’analoga segnalazione. Stavolta le indagini della procura sono scattate in seguito a una serie di reclami scritti presentati all’Urp della Asl da parte di donne che hanno poi confermato agli inquirenti di aver subito molestie sessuali, corroborate anche dalle testimonianze di colleghi del medico e operatori della Asl.

Un solo modus operandi. Nonostante non dovessero spogliarsi per la visita, lo specialista avrebbe approfittato per baciarle, toccare il seno e sfiorare altre parti intime mentre si trovavano bloccate sullo sgabello su cui dovevano restare sedute immobili per gli esami.


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22 aprile, 2017

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