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Processo "Scacco matto" - Davanti al giudice i fratelli Oprea - Dieci le vittime di una banda di ventenni

Ondata di furti e rapine, alla sbarra due degli assassini di Zappa

di Silvana Cortignani
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Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea

Viterbo – Al via ieri il processo per furto e ricettazione ai fratelli Oprea, già condannati a 20 e 8 anni di carcere per il delitto Zappa. Sul banco degli imputati anche un connazionale.

Successivamente alla rapina sfociata in omicidio del 27 marzo 2012, gli Oprea furono coinvolti nell’operazione Scacco Matto contro una serie di furti e rapine commessi da una banda di cinque ventenni, tutti d’origine romena.

Con Cosmin Petrut e Ionel Daniel Oprea, 24 e 30 anni, finirono indagati dalla pm Paola Conti anche un altro giovane romeno, il coimputato; nonché Adrian Nicusor Saracil e Alexandru Petrica Trifan, 27 e 25 anni, condannati in via definitiva a 20 e 10 anni per il delitto Zappa.

Saracil e Petrica sono usciti dal processo “Scacco matto” patteggiando per la rapina a un’anziana di Vetralla un anno e mezzo in continuazione, chiudendo così i conti con la giustizia.

Davanti al giudice Giacomo Autizi – che ha rinviato per un difetto di notifica – sono finiti i fratelli e il quinto complice, estraneo alla rapina sfociata nella morte dell’81enne Ausonio Zappa, fondatore dell’accademia di belle arti.  

Il professore fu massacrato di botte dai ladri nella sua villa di Bagnaia, in strada Romana, la notte tra il 27 e 28 marzo 2012.

Il quartetto, composto dai due esecutori materiali e dai due pali, fu catturato nel giro di poche ore. Il professore morì dopo dieci giorni di agonia a Belcolle. 

Appena due mesi prima, il 15 gennaio 2012, la banda aveva già rischiato di uccidere. Vittima un’85enne di Vetralla, resa inoffensiva con un tampone imbevuto di liquido soporifero durante una rapina. Il tampone ha provocato una reazione allergica alla donna, che fu ricoverata in ospedale per iperemia ed edema alla glottide con una prognosi di 10 giorni.

E’ stato il primo di una lunga serie di colpi messi a segno nel giro di tre mesi dalla stessa banda. L’85enne di Vetralla fu bloccata, le hanno spinto un tampone soporifero sulla faccia, poi, arraffati un tomtom e due pc, le hanno strappato l’orologio dal polso e la catenina dal collo, quasi strozzandola, con lesioni alla glottide per 10 giorni.

Un’escalation di crimini nei tre mesi precedenti l’assalto alla villa di Zappa. Il 24 gennaio un furto di gioielli in un’abitazione di Viterbo. Il 10 febbraio il furto di una Mercedes a Monteromano, usata il 14 febbraio per un maxi furto di materiale edile a Bagnaia. I primi di marzo, a Marta, hanno svaligiato 1270 euro dalle macchinette cambiasoldi di un bar e di una gelateria.

Poi tre scuole: il 1 marzo hanno rubato 2 lettori dvd alla media di Gallese, la sera della rapina a Zappa un proiettore all’istituto “Molinari” di Montefiascone e uno al “Savi” di Viterbo, nonché tre placche d’argento col nome della scuola.

Dieci le parti offese. Per il difensore Roberto Fava, i fratelli Oprea sono innocenti: “Chiamati in causa da altri, ma non ci sono prove”.

Il processo riprenderà a settembre. 

Silvana Cortignani


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14 aprile, 2017

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