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Viterbo - Politica - Il consigliere regionale Daniele Sabatini parla di un bilancio deludente per entrambe le esperienze amministrative

“Peggio di Zingaretti c’è solo Michelini”

di Paola Pierdomenico

Daniele Sabatini

Daniele Sabatini

Viterbo – “Peggio di Zingaretti c’è solo Michelini”. Daniele Sabatini non riesce a trovare lati positivi nelle due esperienze amministrative. Pollice verso per il governatore del Lazio per “il mandato deludente” e giudizio che non si discosta per il primo cittadino di Viterbo che proclama “peggior sindaco non protagonista degli ultimi venti anni”.

E sulla ricandidatura di Zingarettinel 2018: “Ripiega sulla Regione perché non ci sono margini nazionali”.

Come sta andando la politica in Regione?
“Non sta andando – dice Sabatini – perché ci si aspettava uno scatto d’orgoglio quantomeno nell’ultimo anno di legislatura Zingaretti e, invece, il primo trimestre è già passato senza un nulla di fatto e per il futuro non ci sono elementi che possano far pensare al contrario. Un bilancio deludente nel già deludente mandato di questa amministrazione”.

I fallimenti più evidenti?”
“I temi di cui si parla ormai da sempre e cioè la sanità con liste d’attesa interminabili che arrivano a 12 mesi per una prestazione sanitaria”.

L’amministrazione regionale sostiene il contrario però.
“Sono quattro anni che Zingaretti, già dalla prima legge di stabilità del 2013, parlava di rientro dal debito e, nonostante lo dia per imminente a ogni dichiarazione che viene fatta in tema, poi puntualmente non accade. La verità è che non c’è stata la volontà politica di andare a definire il deficit sanitario e quindi l’uscita dal commissariamento. Ne è un esempio l’Irpef più alta d’Italia che è legata proprio a questo. Ci potrebbe pure essere, in questi mesi, un colpo di teatro, ma è anche vero che, per questi cinque anni, l’amministrazione ci ha regalato l’imposizione fiscale più elevata non solo per i cittadini, ma anche per le imprese”.

Sulle infrastrutture invece?
“La Cassia, che viene fatta ogni giorno per raggiungere Roma, così come le altre strade hanno una manutenzione al limite dell’ordinario. L’altra criticità enorme riguarda i trasporti perché, al di là di qualche mezzo nuovo, o preso in affitto, non c’è nulla di concreto. Proprio sui bus presi in affitto poi, faremo a breve un accesso agli atti per vederci chiaro, in particolare, sui costi di mezzi che dovevano finire allo sfasciacarrozze. I pendolari, infatti, continuano a viaggiare quotidianamente su carri di bestiame che prendono fuoco o che si fermano in mezzo alla strada. Situazioni ormai all’ordine del giorno.

Mi sembra, in generale, che le province del nord stiano soffrendo per una disattenzione totale da parte del presidente e della sua giunta. Una squadra che, al di là di pochi elementi, per il resto si mostra per la sua inadeguatezza nel rappresentare una regione così importante come il Lazio”.

Nessuna nota positiva?
“Per quanto mi riguarda, penso alla Orte-Civitavecchia sta andando avanti in maniera piuttosto spedita e al bando che uscirà tra maggio e giugno e che prevede circa 30 milioni per interventi sul credito per piccole e micro imprese. Penso sia importante”.

Zingaretti si è trovato anche a gestire il terremoto. In che modo lo ha fatto secondo lei?
“Non volendo fare polemiche sterili, la situazione è però imbarazzante. Dopo tutti questi mesi, sono poche le casette messe a disposizione e distribuite peraltro col metodo della lotteria, in base cioè, a un’estrazione dei nominativi. Così, quindi, si tenta di fare giustizia sociale in un contesto particolarmente delicato come è quello del post-sisma. Insieme con Errani, commissario straordinario per la ricostruzione, hanno mostrato una sinistra inadeguata a gestire questa emergenza, a differenza, per esempio, del sindaco Pirozzi che si è dimostrato, invece, un uomo del fare vicino alle popolazioni in difficoltà”.

Però ha annunciato di volersi ricandidare nel 2018…
“Non mi sembra la scelta convinta di un presidente convinto del suo lavoro. Col congresso del Pd, comprendendo infatti, che i margini nazionali sono stretti, ripiega sulla regione Lazio. E’ avvilente, ma rispecchia il modo in cui ha givernato l’ente in questi 5 anni”.

 Michelini segue per lei la scia del governatore del Lazio?
“E’ una dura battaglia – scherza – perché, e lo dico con amarezza, si è dimostrato il peggiore sindaco non protagonista degli ultimi venti anni. Un sindaco fantasma e inesistente specie nelle questioni amministrative della città. Anni caratterizzati da scelte mai prese da parte della giunta. Peggio di Zingaretti, c’è solo Michelini. Dal punto di vista più prettamente politico poi, sia per Zingaretti che per Michelini o per i Cinque stelle a Roma, vale il concetto che, pur di non fare male, non si fa nulla. Ma in questa fase storico-economica non fare nulla è comunque un male, perché il territorio e le imprese hanno bisogno di risposte che appunto non sono mai arrivate”.

Nel centrodestra, invece, unità sì o no? A che punto siamo?
“I temi di cui ho parlato finora devono servire da stimolo a una classe dirigente intelligente di centrodestra affinché si possa conservare compattezza, come ci chiede il nostro elettorato. Il centrodestra vince solo se unito e non si tratta di vincere solo per il gusto di farlo, perché non è una competizione olimpionica, ci devono essere anche i presupposti di governabilità. Dobbiamo tornare a rappresentare i nostri valori e gli ideali, ma anche le esigenze di lavoratori, professionisti e delle piccole e medie imprese. Interroghiamoci su questi temi per tornare vincenti, come è auspicabile, ma soprattutto competitivi.

Ora – conclude il consigliere regionale -, coi sondaggi che dicono che Pd e 5 stelle perdono terreno, chi ha a cuore le sorti, non solo del centrodestra, ma soprattutto del nostro territorio deve sentirsi più responsabilizzato e lavorare per una formazione unita, compatta e vincente”.

Paola Pierdomenico

20 aprile, 2017

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