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Ambiente - La presidentessa Carla Rossi non ci sta e manda una lettera per impedire il progetto

Pozzi geotermici, il Comitato Farnese scrive alla regione

Carla Rossi, presidente Comitato Farnese - Ambiente, salute, territorio

Carla Rossi, presidente Comitato Farnese – Ambiente, salute, territorio

Farnese – Riceviamo e pubblichiamo – Il “Comitato Farnese – Ambiente, salute e territorio” ha appena inviato agli uffici competenti della Regione, e a tutte le istituzioni coinvolte, un deciso parere di contrarietà in merito al progetto per la realizzazione di pozzi geotermici esplorativi denominato “Piana del diavolo”, presentato dalla società Geothermics Italy Srl per i comuni di Farnese e Ischia di Castro.

Nella missiva si fa riferimento alla tragica esperienza della centrale geotermica di Latera, che dista appena 10 chilometri da Farnese.

La centrale fu chiusa dopo pochi giorni di funzionamento nel 2002, in quanto sversava nell’aria moltissimi inquinanti e presentava gravissimi problemi di malfunzionamento.

Per il suo avviamento le popolazioni dei paesi limitrofi, durante le perforazioni, dovettero sopportare diverse scosse sismiche di magnitudo consistente, che causarono seri danni. “Riteniamo che non si possa riproporre per lo stesso territorio un progetto analogo – si legge nella lettera – Le problematiche di allora sono le stesse che si ripresenterebbero oggi”.

Il sottosuolo del territorio preso in esame è infatti ricco di fluidi gassosi, che lo rendono particolarmente instabile. Inoltre le emissioni dei gas nell’atmosfera e dell’acido solfidrico, del mercurio, del boro e dell’arsenico estratti, danneggerebbero indelebilmente l’area. In questo processo sarebbero coinvolte anche le falde acquifere, a causa della fratturazione idraulica. 

“Tutto ciò comporterebbe un danno enorme per la salute di una vasta zona, nonché una deturpazione ambientale inaccettabile, ancor più in un lembo di terra classificato dal Ptpr (Piano territoriale paesistico regionale, ndr) come ‘Paesaggio agricolo di valore'”, ancora il Comitato. 

La stessa Regione, per approfondire, ha pubblicato un’istruttoria effettuata da un “Comitato tecnico” per la selezione delle “Aree interne”. Per Farnese e per i comuni limitrofi (nel progetto è coinvolto anche Ischia di Castro) si identificano il patrimonio culturale e naturalistico e la filiera agroalimentare come i due principali asset di sviluppo. Perciò un’eventuale virata verso la geotermia appare oltremodo inopportuna.

“Progettare per il nostro territorio uno sviluppo basato sulla produzione di energia elettrica tramite impianti di geotermia significa contraddire l’identità stessa del luogo e la programmazione sviluppata su di esso dalle amministrazioni – chiude il Comitato – sostenuta peraltro anche dalla nascita di nuove realtà imprenditoriali nel settoere ricettivo ed enogastronomico di qualità. Riteniamo più idoneo invece rispettare l’identità culturale e la vocazione agricola. Preservare la Riserva ‘Selva del Lamone’, puntare su quel micro-turismo che sta dando ottimi frutti. Chiediamo alle autorità competenti di intervenire”.

Carla Rossi
Presidente Comitato Farnese – Ambiente, salute e territorio

19 aprile, 2017

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