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Anche tu redattore - Scrive Beatrice Lanzi

“Pronto soccorso Belcolle, dov’è l’empatia?”

Viterbo - Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Il pronto soccorso di Belcolle

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Scrivo per segnalare come vengono trattati senza empatia i parenti e, a questo punto, gli stessi pazienti al pronto soccorso di Viterbo.

Entrata alle 17 sotto controllo medico e avviso precedente dell’arrivo del paziente, controlli e visite dando giustamente la precedenza a casi visibilmente più gravi.

Ore 19 paziente abbandonato per l’attesa di un esame. Ore 20,30 sollecito da parte del coniuge in attesa, viste le condizioni particolari del paziente stesso. Ore 23 “Signora deve attendere…”.

Ore 0,30 “Signora non ci stiamo grattando, non stiamo mica in macelleria…”.

Dov’è l’empatia? Sarà anche colpa di chi non permette un maggior numero di medici/infermieri ma mettersi nei panni degli altri è essenziale in certi luoghi.

Beatrice Lanzi


Anche tu redattore – le segnalazioni dei lettori

Chiediamo a tutti i lettori di segnalare ogni situazione interessante giornalisticamente.

Un ingorgo nel traffico, una festa, una sagra, un incidente, un incendio o qualsiasi situazione che secondo voi merita attenzione a Viterbo e in tutta la Tuscia. Basta azionare il telefonino, fotografare e scrivere due righe con nome e cognome inviandole alla redazione, specificando se si vuole essere citati nell’articolo e/o come autori delle foto, e far riferimento all’iniziativa “Anche tu redattore”. In ogni caso va inserito un proprio contatto telefonico (preferibilmente cellulare) che, ovviamente, non sarà reso pubblico.

Puoi inviare foto, video e segnalazioni a redazione@tusciaweb.it.

Puoi anche usare WhatsApp con questo numero 338/7796471 senza nessun costo.

Insieme potremo fare un giornale sempre più efficace e potente al servizio dei cittadini della Tuscia. I materiali inviati non vengono restituiti e divengono di proprietà della testata.

17 aprile, 2017

4 Comments »

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  1. 21 aprile 2017 alle 11:31 | - > XXX commenta:

    a me sta cosa dell’empatia mi sa un termine molto abusato da parte della gente. Guardate che il medico è un essere umano, va bene che l’ignoranza non è mai giustificata, ma non si può pensare che un medico non possa sbagliare o sentirsi frustrato. Belcolle è una fossa comune, vengono sbattuti tutti la e medici e infermieri giustamente stanno 24h su 24 ai limiti della sopportazione. E’ la conseguenza della chiusura dei PS nei paesi della provincia.

  2. 18 aprile 2017 alle 18:28 | - > Beatrice lanzi commenta:

    Mi dispiace sembrare poco empatica io ma lavorando da anni nel sociale so bene cosa voglia dire.Come famiglia ci siamo sempre trovati bene e difendiamo il nostro belcolle ma purtroppo al ps se non chiamiamo “le nostre zeppe” sembra che non si venga considerati nonostante la situazione specifica fosse stata sollecitata,anche da due medici,per una certa gravità fortunatamente non di vita all’istante,almeno!!

  3. 17 aprile 2017 alle 07:30 | - > Volletti commenta:

    Quando andai al pronto soccorso per un’ustione, il tizio che mi accolse disse “e mo che fo, te ce soffio?”.

    Quanto scritto da Lucio mi sembra il classico compromesso all’italiana. Comprendo il succo, ma è un mestiere che richiede professionalità, e il paziente va trattato in ben altri modi, soprattutto perché sappiamo quanto la psicologia conta sul piano psicofisico. Probabilmente è fortunatamente Lucio, al contrario di me, non ha mai messo piede in un altro ospedale (straniero o nord Italia)

  4. 17 aprile 2017 alle 06:36 | - > lucio Matteucci commenta:

    A me hanno salvato la vita 3 volte e curato almeno 10 volte in quel pronto soccorso.
    Dell’empatia ne possiamo fare a meno quando queste persone si fanno in 4 per salvare la nostra vita…
    Il suo parente è uscito vivo? Ecco… L’importante è quello. Io la farei lavorare un giorno al PS e vedere l’empatia dei parenti e dei familiari… almeno prima di nominare la parola empatia ci pensa due volte.

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