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Viterbo - Per organizzare la stagione teatrale il comune ci mette 50mila euro

Riapre l’Unione, ma senza sogni di gloria

di Giuseppe Ferlicca
Viterbo - L'assessore Giacomo Barelli

Viterbo – L’assessore Giacomo Barelli

Viterbo - Teatro Unione - I lavori

Viterbo – Teatro Unione – I lavori

Viterbo - Teatro Unione - I lavori

Viterbo – Teatro Unione – I lavori

Viterbo - Teatro Unione - I lavori

Viterbo – Teatro Unione – I lavori

Viterbo – Riapre il teatro Unione, in comune si preparano… a fare le nozze con i fichi secchi. Dopo anni di lavori, la struttura ritorna alla città, ma chi si aspettava un cartellone all’altezza e grandi nomi, probabilmente rimarrà deluso.

Palazzo dei Priori per il 2017 mette 50mila euro. Pochino, per organizzare una stagione degna di questo nome. Ma abbastanza per comprare prosecco, noccioline e patatine e festeggiare degnamente la fine lavori. Poi il sipario può pure calare.

“L’Unione – spiega l’assessore Giacomo Barelli – sta per riaprire. Le risorse sono pari a centomila euro l’anno su tre anni, cinquantamila per quello in corso, essendo già iniziato. La cifra a disposizione non consente grandi sogni di gloria”.

E non permette nemmeno di farsi troppe illusioni sulla risposta al bando che l’amministrazione dovrà predisporre per la gestione. “Saremo appetibili con una somma simile? – si domanda Barelli – non saprei. Stiamo anche valutando se possono esserci anche interventi da parte di privati”.

Palazzo dei Priori conferma anche la stagione estiva a Ferento. Sempre con la stessa filosofia. Pochi spiccioli.

“Stanziamo – continua Barelli – 20mila euro per chi allestirà il cartellone. Ci sono, seppure non siano molti”.

Si può fare di più, altrimenti, meglio non fare. “Ferento – sostiene in commissione Gianmaria Santucci (Fondazione) – è fuori dalla storia e dal tempo. Con ventimila euro cosa s’immagina di poter fare? Tanto vale quei soldi metterli sull’Unione.

A Ferento alla fine ci vanno duecento persone, un costo alto che non giustifica lo sforzo. Tanto vale, allora, organizzare gli spettacoli in città”.

Luigi Maria Buzzi (FdI) è decisamente più critico. “Quest’amministrazione – sostiene Buzzi – ha distrutto la cultura in città, il Tuscia Opera Festival, il jazz, il festival Barocco. Per non parlare del carnevale. Il consigliere Filippo Rossi l’ha citato come esempio d’iniziativa da svolgere, dimenticando che prima c’era e quest’amministrazione ha cancellato.

Ecco perché chiederemo in fase di bilancio, che l’amministrazione stanzi una somma uguale a quella incassata con l’imposta di soggiorno. Se crede nel turismo deve investirci”.

L’imposta negli anni è passata da 160mila, 180mila e la previsione di 200mila euro per l’anno in corso. Soldi che arrivano nelle casse comunali. Unica fonte di sostentamento per l’assessorato al Turismo.

“L’imposta – ammette Barelli – è la sola entrata del mio settore. Ottantamila euro nel 2016. La tassa finora non è diventata un surplus, ma è andata a sostituire poste che non ci sono più”.

Non soldi aggiuntivi per il turismo, ma in gran parte usati per iniziative non nuove, ma che già c’erano”.

Altro che promozione. A proposito di turismo, il comune è andato in vacanza.

Giuseppe Ferlicca

6 aprile, 2017

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