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Riscaldati licenziata in tronco

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Tiziana Riscaldati [3]

Tiziana Riscaldati

 
Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl [4]

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo - Belcolle - Assenteismo e truffa ai danni dell'Asl [5]

Viterbo – Belcolle – Assenteismo e truffa ai danni dell’Asl

Viterbo – Furbetti della Asl, licenziamento senza preavviso per la dirigente Tiziana Riscaldati. Sospesa dal lavoro lo scorso 27 gennaio, adesso per la Riscaldati arriva la tegola della perdita del posto di lavoro.

E’ di ieri il severissimo provvedimento disciplinare adottato dalla Asl e pubblicato sul portale dell’azienda sanitaria. Nella delibera firmata dal direttore generale Daniela Donetti si legge che, preso atto della sospensione chiesta dalla procura della repubblica di Viterbo e confermata dalla cassazione: “Si è ritenuto necessario provvedere all’irrogazione della sanzione della sanzione del licenziamneto senza preavviso” . 

Tiziana Riscaldati è la dirigente del servizio di medicina trasfusionale dell’ospedale di Belcolle, tra i ventitré medici e infermieri della Asl di Viterbo indagati a vario titolo per falso e truffa. Tra questi anche un’infermiera sospesa dal servizio: Stefania Gemini, addetta alla predisposizione della liquidazione dell’unità operativa.

Secondo l’accusa anche la dirigente Riscaldati “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso e con artifizi e raggiri” avrebbe attestato “falsamente la propria presenza in servizio, mediante dichiarazioni fittizie”. Seppur non tenuta all’orario di lavoro perché dirigente, “utilizzava il badge per attestare la presenza sul posto di lavoro per ottenere un vantaggio economico in maniera fraudolenta”. 

In poco più di un mese Tiziana Riscaldati, 60 anni, non si sarebbe presentata sul posto di lavoro per decine e decine di ore. L’indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla pm Paola Conti, prende il via a fine 2015. Dalle intercettazioni di una precedente indagine, i finanzieri scoprono che nel reparto c’è chi timbra il cartellino e poi si allontana dall’ospedale. Ma anche chi vidima il badge dei colleghi che restano a casa o si dedicano ad altro: una dipendente è stata sorpresa a fare spese, un’altra ad assistere a una recita di Natale.

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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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