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Tribunale - Ieri sono saltati nove processi su nove davanti al tribunale collegiale

Sciopero penalisti, alta l’adesione

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

 

Mirko Bandiera

Il presidente della camera penale Mirko Bandiera

Viterbo – (sil.co) – Quasi totale, con poche eccezioni, l’adesione dei penalisti viterbesi allo sciopero indetto fino a venerdì dall’Unione delle camere penali.

I due giorni più critici, a Viterbo, sono stati martedì e mercoledì, giornate di udienze davanti al tribunale in composizione collegiale, al quale sono attribuiti i reati più gravi. Tra questi, per citare i più comuni affrontati dal tribunale di via Falcone e Borsellino, corruzione, violenza sessuale e usura.

Martedì è stato celebrato un solo processo, all’ottantenne di Blera accusato di maltrattamenti e tentata violenza sessuale dalla badante romena. Ieri l’adesione all’astensione ha fatto saltare il cento per cento dei processi, 9 su 9, considerato che anche la sola assenza di un difensore o di un avvocato di parte civile inficia l’udienza.

Tra i processi più attesi Vox Populi. Si allungano i tempi del giudizio immediato per i due imprenditori e i due funzionari pubblici imputati di corruzione per la presunta Appaltopoli di Acquapendente. L’udienza che doveva essere dedicata alle questioni preliminari della difesa è slittata a dopo l’estate. Per cui solo a ottobre, forse, si arriverà all’ammissione delle prove.

Tra le “vittime” anche il processo Vinitaly-Macchina del fango, per otto imputati, tra i quali spiccano i nomi del giornalista Paolo Gianlorenzo e dell’ex assessore regionale all’agricoltura Angela Birindelli. Per i primi testimoni dell’accusa bisognerà aspettare ottobre e novembre. Nel frattempo è però slittato di un mese, a causa dello sciopero, l’affidamento dell’incarico per la trascrizione delle intercettazioni.

Nulla di fatto per il processo al bancario e all’immobiliarista arrestati per usura nell’operazione Senza tregua del 2013. Prima di passare ai testi della difesa dovevano essere sentiti gli ultimi dell’accusa. Tra le presunte vittime doveva essere ascoltata la più nota, il commerciante di scarpe viterbese che sarebbe stato costretto a scappare in Romania per sfuggire ai suoi aguzzini.  Dovrà tornare.

E dovrà ritornare a maggio anche il pastore della chiesa evangelica di Roma chiamato a testimoniare nel processo per maltrattamenti, violenza sessuale e lesioni intentato dall’attrice  testimonial di Telefono rosa contro l’ex marito affermato pittore con cui viveva in un loft a Settevene. Blasonata la difesa, lo studio dell’avvocato Nino Marazzita. Anche Marazzita ha aderito all’astensione. 


I motivi dell’astensione nazionale cui aderisce anche la Camera Penale di Viterbo “Ettore Camilli Mangani”

L’Unione delle camere penali ha proclamato un’ulteriore astensione dalle udienze nei giorni dal 10 al 14 aprile, a poca distanza dal precedente sciopero svoltosi dal 20 al 24 marzo scorso. 

E’ quanto deciso dalla Giunta dell’Ucpi con delibera del 17 marzo.

I motivi della protesta riguardano, com’é noto, il metodo e il merito della riforma del codice penale e di procedura recentemente approvata dal senato lo scorso 15 marzo: i penalisti contestano fermamente la “modalità autoritaria ed antidemocratica” con la quale si è deciso di approvare, sostanzialmente senza alcun dibattito parlamentare, una riforma che incide su temi sensibili quali la disciplina della prescrizione e del cosiddetto processo a distanza; questioni che “incidono in maniera diretta e penetrante sulla natura stessa del processo penale, distorcendo gravemente il modello accusatorio del giusto ed equo processo”.

Si ricorda inoltre che anche dei giudici di pace hanno proclamato uno sciopero unitario per i giorni dal 19 al 21 aprile.

Il presidente della camera penale di Viterbo, avvocato Mirko Bandiera

 
 

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13 aprile, 2017

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