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Viterbo - Luciano Dottarelli ricorda Pasquale Picone all'assemblea straordinaria della società filosofica italiana

“Vita e morte come uno strenuo corpo a corpo con l’anima”

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Picone e Jung

Picone e Jung

 Picone e Andreas Jung

Picone e Andreas Jung

Dottarelli e Picone

Dottarelli e Picone

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Il 28 aprile, nella sede della Biblioteca consorziale di Viterbo, si è riunita l’assemblea straordinaria della Società filosofica italiana – sezione di Viterbo per ricordare la figura del professore Pasquale Picone, fondatore e presidente, recentemente scomparso, e per proseguire nel suo nome l’attività istituzionale dell’associazione.

In apertura della seduta – a cui hanno partecipato anche numerosi docenti degli istituti scolastici diretti da Picone, e in particolare dell’Iiss “F.Orioli” – il Commissario straordinario del Consorzio delle Biblioteche Paolo Pelliccia, ha rivolto un cordiale saluto di benvenuto ricordando la sua personale amicizia con Pasquale Picone e confermando la disponibilità della Biblioteca a ospitare le attività future della sezione viterbese della Sfi.

Luciano Dottarelli, vicepresidente della Sfi-sezione di Viterbo, ha delineato un ritratto della poliedrica personalità di Pasquale Picone, soffermandosi sul suo contributo alla riflessione filosofica e pedagogica, sulla sua attività di psicoterapeuta e analista, sul suo ruolo di docente e poi di dirigente scolastico.

“La sua vita e la sua morte – ha detto Dottarelli – sono stati uno strenuo corpo a corpo con l’anima, la sua, quella degli altri e quella dei luoghi, in uno sforzo di comprensione che rendesse possibile guarirne e prevenirne le ferite.

Per Viterbo e la Tuscia nutriva un amore profondo e ostinato, avendo ritrovato nel patrimonio filosofico ed artistico di questa terra lo specchio della propria vocazione interiore e, più in generale, le motivazioni per impegnarsi nell’eterno conflitto tra “un sapere insterilito, gravoso, forzatamente serio e un sapere vitale, leggero, ilare e promotore di piacere”.

Dottarelli ha poi ricordato le fasi della sua amicizia e del suo sodalizio culturale con Pasquale Picone: dalla prima conoscenza nel 1985 al magistrale “Santa Rosa”; alla fondazione della sezione viterbese della Società filosofica nel 2004, insieme ad altri amici come Nadia Boccara ed Elena Liotta.

Al prestigioso convegno del 2006 su “Viterbo Cittadella di sapienza” rivolto a valorizzare l’originale tradizione filosofica della Tuscia; alla rifondazione della SFI nel 2015 con la focalizzazione sull’esperienza dell’Ecclesia viterbiensis e sulla figura di Egidio da Viterbo.

Un ricordo commosso è poi venuto dalla professoressa Giulia Corigliano, che ha ringraziato a nome di tutta la famiglia per la commemorazione e per la volontà espressa di voler dedicare al marito la sezione viterbese della Sfi, in segno di riconoscimento dell’impegno da lui profuso.

A seguire, Maria Cristina Baleani, tesoriere della Sfi-sezione di Viterbo, ha rievocato alcuni episodi della sua collaborazione con il preside Picone, rivelatori della sua straordinaria umanità, e ha letto una lettera in cui il professore Andreas Jung ricordava l’incontro con Pasquale Picone a Siracusa e il successivo soggiorno a Viterbo per una conferenza su Lo scudo di Achille.

Maria Cristina Baleani ha informato anche dell’ultimo lavoro del prof. Picone, l’intervento scritto per un convegno ad Avignone, del cui abstract, da lei tradotto in inglese, è stata data lettura da parte della professoressa Simona Costaggini.

Da qui Dottarelli ha preso spunto per informare di un ulteriore recente scritto di Pasquale Picone su Il pozzo di San Patrizio, emblema di conoscenza del profondo ricevuto dalla prof.ssa Patrizia Pelorosso, la quale, essendo presente all’incontro, è stata invitata ad illustrare l’occasione dello scritto.

Patrizia Pelorosso ha ricordato la presentazione nel 2016 a Viterbo del libro Mirabilia. Il Pozzo di San Patrizio a Orvieto curato da lei e da Fabio Massimo Del Sole e l’intervento, non previsto ma apprezzatissimo per competenza e cordialità, del professore Picone, a cui in seguito lei aveva chiesto un contributo per la nuova edizione del libro che sviluppasse il significato del pozzo come metafora delle profondità della psiche.

Sull’importanza di raccogliere questi ultimi scritti di Picone è intervenuto il professore Nicola Terracciano, suo illustre conterraneo, storico del Risorgimento e figura di riferimento della tradizione etico-politica del liberalsocialismo italiano.

Terracciano ha reso nota la volontà della famiglia di ricordare Pasquale Picone con la pubblicazione di un libro sulla sua vita e sul suo pensiero, da presentare nella ricorrenza della sua scomparsa, sia nel paese natale di Parete che a Viterbo.

La riunione è proseguita con l’intervento del professore Aurelio Rizzacasa, già docente di Filosofia morale all’università di Perugia e presidente per due mandati della locale sezione della Sfi.

Anche Aurelio Rizzacasa ha ricordato la sua amicizia con Picone ed ha insistito sulla sua trascendente presenza nel contesto della commemorazione.

E’ poi passato ad illustrare brevemente la storia della Società filosofica italiana, insistendo sul ruolo che essa può svolgere nel raccordo tra ricerca e formazione, proponendo di affrontare i temi organizzativi della sezione viterbese in un incontro successivo, avendo inteso quello presente dare comprensibilmente la priorità alla commemorazione del suo fondatore.

Alla commemorazione hanno portato il loro contributo anche i professori Giovanni Antonio Locanto e Alessandro Federici. Giovanni Antonio Locanto, docente e consulente filosofico, sottolineando la schietta umanità del prof. Picone, ha ricordato l’incontro con lui durante il suo percorso formativo presso la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (S.S.I.S.) e la sua ultima telefonata in vista del 17 febbraio, data in cui avrebbe dovuto svolgersi, come ogni anno, la commemorazione di Giordano Bruno.

Federici, docente e responsabile dell’Osservatorio astronomico di Monte Rufeno, ha ricordato l’incoraggiamento sempre ricevuto dal preside Picone e la sua convinzione che la scienza astronomica avesse conosciuto una sorta di rimozione dalla formazione culturale contemporanea.

Federici ha richiamato invece il costante interesse di Picone per le tematiche astronomiche e per la mitologia ad esse collegata, un interesse testimoniato anche recentemente dai suoi studi sul mito di Fetonte.

L’assemblea della Società filosofica italiana – sezione di Viterbo tornerà a riunirsi in maggio per eleggere i propri organi e dare continuità alla propria attività culturale. La partecipazione è aperta a tutti gli interessati.

Società filosofica italiana – sezione di Viterbo


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30 aprile, 2017

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