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Tribunale - E' il quarto sciopero dall'inizio dell'anno - La protesta si estende al "ddl legittima difesa"

Dal 20 al 25 maggio nuova astensione dei penalisti

tribunale aula 4

Un’aula del tribunale

Viterbo – Nuova astensione degli avvocati penalisti contro la riforma della giustizia. Per quattro giorni consecutivi, dal 22 al 25 maggio compreso. E stavolta la protesta è estesa anche al disegno di legge sulla legittima difesa.

E’ la quarta astensione dall’inizio dell’anno e stavolta, dopo tanti rinvii, rischia di ingolfare in maniera pesante le udienze già cariche di processi per via degli scioperi precedenti. 

All’astensione, indetta a livello nazionale dalla giunta dell’Unione delle camere penali italiani, aderisce anche la camera penale “Ettore Camilli Mangano” di Viterbo, presieduta dall’avvocato Mirko Bandiera. 

Dito puntato contro il governo “che non ha tutt’ora ritenuto di dare alcun segnale di attenzione, restando evidentemente fermo nella intenzione di ricorrere anche davanti alla camera dei deputati al voto di fiducia, impedendo che sul disegno di legge si sviluppi la necessaria discussione sulle molteplici questioni tuttora controverse”.

“Ancora una volta – denunciano i penalisti – ad esempio con il Ddl di riforma della legittima difesa, disattendendo del tutto le indicazioni dell’avvocatura e dell’accademia, si è operato un intervento legislativo sulla spinta di evidenti e pericolose pulsioni populistiche che non rispondono ad alcuna reale esigenza di tutela, risultando la legge in vigore, così come riformata con la legge del 2006, già ampiamente rispondente alle finalità di tutela che si intendono perseguire”.

I penalisti, come si legge nella delibera, “denunciano i limiti della riforma del processo penale di iniziativa governativa, con interventi disorganici, contraddittori, irragionevoli e incostituzionali, quali quelli sulla prescrizione e sul cosiddetto processo a distanza, e che al suo interno contiene interventi normativi che non solo deprimono le garanzie del processo, violando i principi costituzionali della immediatezza e del contraddittorio, ma anche la presunzione di innocenza e il diritto alla vita, nel disprezzo dei principi costituzionali e convenzionali”.

 

19 maggio, 2017

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