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Viterbo - Università della Tuscia premiata - Sesta in Italia e prima nel Lazio

Dipartimenti d’eccellenza, 8 milioni di euro in 5 anni all’Unitus

Viterbo - Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Viterbo – Alessandro Ruggieri e Vincenzo Sforza

Viterbo - Alessandro Ruggieri

Viterbo – Alessandro Ruggieri

Vincenzo Sforza

Vincenzo Sforza

 

Viterbo – (g.f.) – Premiata la ricerca, studenti soddisfatti, molti dei quali arrivano da fuori regione e nel giro di 5 anni trovano occupazione stabile.

L’Unitus continua a essere baciata dalle classifiche. Posizionano l’ateneo viterbese ai piani alti delle università italiane. E in molti casi, prima nel Lazio.

Con dipartimenti d’eccellenza. Lo certifica il Miur, che per i primi 180 in Italia, selezionati per qualità e didattica, stanzia un milione e seicentomila euro l’anno per cinque anni. Viterbo c’è.

“Con un numero di dipartimenti d’eccellenza – osserva il rettore Alessandro Ruggieri – elevatissimo, quattro su sei”. Portando l’università al sesto posto in Italia, prima nella regione.

“Al vertice c’è Trento, con 10 su 10, quindi Bologna, Padova, Torino e Milano. Poi ci siamo noi”. Nel Lazio, davanti ad gli altri atenei, pure blasonati. Roma Tre se ne è visti premiati 7 su 12, Tor Vergata 6 su 18, La Sapienza, 17 su 56.

“La nostra università – spiega Ruggieri – vede il Dafne, dipartimento di Scienze agrarie, ottenere cento punti su cento. Il Dibaf 99,5, Distu 95,5, Deb 75%. Siamo davanti a realtà quali Perugia o Siena”.

Con questi risultati, arriveranno fondi per un milione e 600mila euro l’anno, otto milioni nel quinquennio. Salvo altri dipartimenti che prossimamente potrebbero ottenere ulteriori stanziamenti.

“Tutti i direttori di dipartimento concordato sul fatto che i progetti di ricerca da elaborare saranno pervasivi, multidisciplinari – precisa Ruggieri – per coinvolgere quelle aree disciplinari che pur andando bene, non sono nell’eccellenza. Questi ulteriori fondi, nei prossimi anni metteranno in sicurezza un bilancio già in buone condizioni.

Tutto sarà reinvestito in ricerca e reclutamento di giovani, in linea con quanto portato avanti finora”.

E siccome le buone notizie non arrivano mai da sole, ce n’è un’altra, dopo il convegno di Almalaurea, che classifica la soddisfazione degli studenti e la loro occupazione, analizzando formazione e grado di soddisfazione per i servizi erogati.

“Per quanto riguarda le lauree triennali – precisa il rettore – il 28% dei nostri studenti arriva da fuori regione. Il dato nazionale è del 19%. Siamo elemento di richiamo per ragazzi, non un ateneo di provincia, ma in grado d’attrarre anche da territori più distanti”.

Altro dato, i tirocini. “Presso imprese o enti, a fronte di un 58% nazionale, l’Unitus si attesta al 75%, 17 punti oltre la media.

Il 73% dei ragazzi sentiti si iscriverebbe di nuovo da noi, a fronte di un dato medio del 60%.

Inoltre, su 1278 laureati ne 2016 che sono stati sentiti, il 93% ha dichiarato d’essere soddisfatto del rapporto con i docenti. Nel Lazio siamo all’84%”.

E per chiudere, il dato più importante: “Nel giro di cinque anni, il 76% dei laureati magistrali trova un’occupazione”.

Alla conferenza stampa all rettorato, per presentare i dati, anche il direttore generale Vincenzo Sforza.

19 maggio, 2017

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