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Viterbo - L’istituto protagonista di un convegno su rifiuti tossici e discariche abusive con il poliziotto Alessandro Magno, che ha scoperto la Terra dei fuochi, e col premio Nobel per la pace Riccardo Valentini

Ecomafie, il Da Vinci in cattedra con il “Quarto strato”

di Daniele Camilli
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Alessandro Magno

Alessandro Magno

Damiani e Valentini

Damiani e Valentini

Magno e Valentini

Magno e Valentini

Cocilovo e Damiani

Cocilovo e Damiani

Riccardo Valentini e Vera Brodo

Riccardo Valentini e Vera Brodo

Vera Brodo

Vera Brodo

 

Alberto Lilloni

Alberto Lilloni

Mauro D'Angelantonio dell'Arpa

Mauro D’Angelantonio dell’Arpa

 Il convegno “Quarto strato", organizzato dall’istituto tecnico tecnologico - Alessandro Magno

Il convegno “Quarto strato”, organizzato dall’istituto tecnico tecnologico – Alessandro Magno Leonardo da Vinci

 Il convegno “Quarto strato", organizzato dall’istituto tecnico tecnologico - Alessandro Magno

Il convegno “Quarto strato”, organizzato dall’istituto tecnico tecnologico – Alessandro Magno

Il preside Luca Damiani

Il preside Luca Damiani

La professoressa Lina Deriu

La professoressa Lina Deriu

Massimo Dionisi dell’associazione “Facciamo per Cambiare”

Massimo Dionisi dell’associazione “Facciamo per Cambiare”

Il convegno “Quarto strato", organizzato dall’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci - La professoressa Lina Deriu e lo studente Matteo Cavallo

Il convegno “Quarto strato”, organizzato dall’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci – La professoressa Lina Deriu e lo studente Matteo Cavallo

Il convegno “Quarto strato", organizzato dall’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci

Il convegno “Quarto strato”, organizzato dall’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci

Viterbo – Il Da Vinci in cattedra con il “Quarto strato”. Il problema dello smaltimento dei rifiuti e le emergenze della Tuscia. Contro le ecomafie.

Temi che hanno attraversato il convegno “Quarto strato”, organizzato dall’istituto tecnico tecnologico Leonardo da Vinci di Viterbo in collaborazione con l’associazione “Facciamo per cambiare” di Orte e il patrocinio dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (Arpa Lazio).

Non solo, ma l’itt viterbese sta per lanciare una app smartphone per i rifiuti, presentata dalla professoressa Lina Deriu e da Matteo Cavallo della Iva informatica.

“Avvicinando il codice a barre del prodotto – ha spiegato Matteo Cavallo – il cellulare ti dirà in quale cestino della differenziata buttarlo. La app conterrà inoltre una parte statistica per vedere quale è il prodotto più riciclato e quello più ecosostenibile”.

A dare il proprio contributo anche Alessandro Magno della Polizia di Stato, uno dei dieci agenti che hanno fatto parte del gruppo che ha scoperchiato la discarica di rifiuti tossici della Terra dei Fuochi, a cavallo tra le province di Napoli e Caserta. Dove c’è il più alto numero di morti per tumore alla tiroide in Campania.

“Siamo di fronte a grandi cambiamenti e alla prospettiva di vivere in un pianeta sempre più piccolo – ha detto invece il Premio Nobel per la Pace Riccardo Valentini, intervenuto anch’esso al convegno – Alla fine degli anni ’50 il pianeta contava ‘solo’ due miliardi di persone. Oggi siamo arrivati a superare i sette e nel 2050 raggiungeremo la cifra di 9 miliardi di abitanti. E l’80% di loro vivrà nelle città. In un contesto simile il problema dei rifiuti è enorme, soprattutto di quelli che noi stessi produciamo. Dobbiamo assolutamente invertire la rotta – ha poi aggiunto – riducendo lo spreco di cibo e avvalendosi delle innovazioni tecnologiche per il riciclo dei rifiuti”.

“Per quello che è successo nella Terra dei Fuochi, il prezzo da pagare sarà alto – ha sottolineato Alessandro Magno – perché le conseguenze sulle persone dovute ai veleni saranno drammatiche”.

Il poliziotto ha raccontato agli studenti una delle pagine più buie della nostra storia e come un territorio è stato distrutto e tutto quello che ne faceva parte avvelenato, uomini e cose. Grazie alla camorra e ai complici della camorra. “Hanno sotterrato rifiuti fino a trenta metri di profondità, inquinando le acque”.

Perché, chi ha scaricato in quelle zone ha preferito avvalersi delle organizzazioni criminali piuttosto che seguire le vie legali? Semplice, per risparmiare. “Per smaltire un bidone di rifiuti – ha spiegato Alessandro Magno – prima dell’ingresso dell’euro ci volevano 2 milioni. La camorra te lo smaltiva a 200 mila lire”. Tra i casi più clamorosi della Terra dei Fuochi, il comune di Calvi Risorta in provincia di Caserta con una discarica di rifiuti tossici grande come 8 campi da calcio.

A presentare i lavori del convegno, Massimo Dionisi dell’associazione “Facciamo per Cambiare” e il preside del “Leonardo da Vinci”, Luca Damiani.

“E’ stato un convegno di grande spessore – ha detto Damiani – che ha contribuito ad aumentare il grado di consepevolezza degli studenti sul tema dei rifiuti fornendogli nuovi strumenti per accrescere i livelli di autodeterminazione”.

Diversi gli argomenti affrontati nel corso dell’incontro. Dagli aspetti storici (Francesco Cocilovo) a quelli giuridici (Alberto Lilloni) e tecnico-scientifici (Mauro D’Angelantonio dell’Arpa Lazio).

Durante il convegno, riflettori accesi anche sulle discariche del Cinelli nel comune di Vetralla e di Graffignano. “Ci siamo messi in prima linea per portare alla luce una triste verità da troppi anni accantonata – ha detto ai ragazzi dell’istituto tecnico, Diego De Togni, amministratore della pagina facebook “Emergenza rifiuti tossici Valle del Tevere” – una verità nascosta agli occhi della popolazione del comune di Graffignano”, nello specifico della frazione Sipicciano “dove negli anni ’90 sono state sversate 24 mila tonnellate di rifiuti pericolosi”. Una battaglia che prosegue. E va avanti “per informare il più possibile i cittadini sull’ecomostro che abbiamo davanti alla porta di casa”.

Daniele Camilli


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6 maggio, 2017

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