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Aspettando Caffeina 2017 - Viterbo - Intervista a Elio di Elio e le storie tese ospite il 24 giugno al festival con lo spettacolo in anteprima “Madamina, il catalogo è questo…l’opera buffa da Mozart a Offenbach”

“Evitavo l’opera come la peste, ma mi sbagliavo…”

di Paola Pierdomenico
Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Elio di Elio e le storie tese

Viterbo – “Evitavo l’opera come si evita la peste. Sbagliavo. Non faccio mai nulla di noioso, fuggo la noia come Superman la criptonite”. A Caffeina ci sarà da divertirsi, parola di Elio.

Si è mostrato in argento Rockets, poi ingrassato da tenore-ciccione, stravolto in faccia nel look-botulino e in stile Kiss con la lingua in fuori alla Gene Simmons. Ora Elio di Elio e le storie tese torna a vestire nuovi panni. E lo fara a Caffeina sabato 24 giugno, seconda serata del festival in programma fino al 2 luglio.

Presenterà “Madamina, il catalogo è questo…l’opera buffa da Mozart a Offenbach”, affiancato dal soprano Scilla Cristiano e dai Cameristi del maggio musicale fiorentino.

Un assaggio in anteprima che preluderà allo spettacolo “Il Flauto Magico”, interamente dedicato al singspiel mozartiano, che vedrà nuovamente Elio come protagonista, affiancato da Ensemble Berlin, musicisti dei Berliner Philharmoniker, e che debutterà il 24 ottobre 2017 per la Iuc, Istituzione universitaria dei concerti nell’aula magna dell’Università La Sapienza di Roma.

A Viterbo, Elio sarà narratore e baritono portando in scena un repertorio di capolavori da “Il Flauto Magico” e “Don Giovanni” di Mozart, “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, fino ai “Racconti di Hoffmann” di Offenbach.

Che spettacolo sarà quello a Caffeina?
“E’ un tentativo – dice Elio – di coinvolgere il pubblico nello stesso tipo di piacere che ho provato io, mettendomi ad ascoltare l’opera. E’ incentrato su Mozart e il titolo riprende appunto una frase di un’aria da lui composta. Pur avendo una formazione classica, avevo sempre evitato questo genere come se fosse la peste, salvo poi accorgermi che avevo commesso un grandissimo errore.

Prima di tutto, l’opera è nata in Italia, per cui, siccome siamo italiani di un’epoca in cui non è facile andare fieri di qualcosa che abbiamo fatto, abbiamo pensato di riproporla. L’opera l’abbiamo sotto gli occhi da tanto tempo e ci vengono da tutto il mondo per ascoltarla. Noi invece, e principalmente io, non la consideriamo”.

Bisogna essere esperti per ascoltarla?
“No, ed è questa la vera chiave di lettura, esattamente come per una canzone, per cui non è necessario essere diplomati in musica: o ti piace o non ti piace. Lo stesso vale dunque per l’opera. La differenza sta nel fatto che, per molto tempo, ci hanno bombardato la testa con l’idea che l’opera è bella, importante, raffinata, che è arte. Per cui nessuno, quando deve ascoltare qualcosa per il piacere di farlo, pensa di ascoltare un’opera, a parte gli appassionati che sono sempre meno”.

Come mai si è avvicinato a questo genere?
“Nasco come ascoltatore e, come tanti, mi annoio ad ascoltare quello che viene passato oggi nelle radio. C’è una differenza di qualità tra la musica pop degli anni ’60, ’70 e ’80 e quella di adesso.

Da tanto tempo, sentivo in me il bisogno di ascoltare qualcosa di interessante, senza sapere nemmeno io cosa, finché non ho pensato alla cosa più assurda e cioè occuparmi di opera, che è talmente bella da essere considerata classica perché ha resistito per anni e piace ancora adesso. I brani di Rossini, Mozart e Verdi e quelli del ‘600 ancora vengono ascoltati perché hanno attraversato i secoli, superando la prova del tempo.

Oggi, se una canzone piace per 30 anni, si grida al miracolo. Si dice classico di una cosa che supera la prova del tempo e che però è un’arma a doppio taglio, visto che questo termine genera istintivamente anche un senso di noia e di già sentito. Un errore che non dovrebbe essere fatto e che io tento di non far commettere attraverso questi spettacoli”.

E che farà anche per il pubblico di Caffeina.
“Ho sentito spesso parlare della manifestazione e sono contento ora di prenderne parte. Al pubblico – conclude Elio – voglio dire di non farsi fuorviare dal fatto che si parlerà e si canteranno opere, pensando che è una cosa che annoia perché io, Elio, non faccio mai cose che annoiano, anzi fuggo la noia come Superman fugge la criptonite”.

Le prevendite sono già online e il biglietto è di 12 euro.

Paola Pierdomenico

30 maggio, 2017

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